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(2006)
Festa del Cinema di Roma, Acting Award 2006, Il
figlio del gladiatore, Cristo si è fermato a Kabul, Il
talento sexi della Stone, Né Angelina né Pitt né
matrimonio, Fuga annunziata, Golden gay,
Benignaccio, In ogni donna c'è una puttana?, Il Liga
scherzato, Fiori d'arancio Alexia, Cine Gossip
Anthony Hopkins, Nicole Kidman
Festa del Cinema di Roma: Richard
Gere, protagonista diThe Hoax, L'imbroglio :
"Rispondo subito alla questione che interessa più le
signore con una domanda: credete davvero che, alla veneranda
età di 57 anni, possa essere ancora, credibilmente, un sex
symbol? Il segreto della mia bellezza? Semplice: un ottimo
chirurgo plastico. Se volete, sono disposto a fornire
l'indirizzo..."..."Interpretare una storia, e un
personaggio, realmente esistiti è una bella sfida ma non
potrei mai farlo con personaggi troppo celebri, tipo Hitler
o Berlusconi, di cui la gente ha già una sua immagine
precisa... a proposito, il paragone tra i due era inconscio,
non un giudizio politico"... "Se c'è una cosa che
unisce i miliardi di abitanti del pianeta è proprio la
menzogna. Tutti mentono. E tra i motivi più comuni, c'è la
volontà di proteggere la propria immagine. Sono anni che i
politici, i nostri governanti ci mentono" Sean
Connery: "Noi scozzesi siamo stati invasi dagli
inglesi, tuttavia non abbiamo il common law ma il diritto
romano"..."Sono molto eccitato che la Scozia sia
nello stesso girone degli Europei con l'Italia. Non voglio
vantarmi ma, non so se lo sapete, la Scozia è in
testa". Harrison
Ford: ''Non sono troppo vecchio per fare Indiana
Jones. E' una sfida interessante per un attore della mia
eta' sono passati 25 anni dal primo Indiana Jones e 15
dall'ultimo. Ovviamente sara' ambientato in un'altra fase
della sua vita, Indy avra' passato la cinquantina ma si
trovera' ad affrontare circostanze interessanti, vedremo
cosa accadra. Credo di essere ancora in grado di coinvolgere
il pubblico con questo personaggio'' Monica
Bellucci, protagonista del film N - Io e Napoleone
di Paolo Virzì: "che divertimento interpretare
questa baronessa godereccia e un po' mignotta, che parla
castellano con qualche puntata di perugino, cioè il mio
dialetto di origine". Cristina
Comencini per il suo 'A casa nostra': ''Un film su
denaro, per raccontare le zone d'ombra che riguardano il
nostro Paese, dove ogni giorno c'e' uno scandalo, e che ci
riguardano tutti perche' l'Italia e' appunto 'casa nostra'
Acting Award 2006 Prende il via la Festa del Cinema
al Teatro dell'Opera con l'assegnazione dell'Acting
Award 2006 alla carriera a Sean
Connery,. Tra gli attori presenti una raggiante Stefania
Sandrelli , Ursula
Andress, Isabella
Ferrari, Elena
Sofia Ricci, Lina
Sastri, Sandra
Ceccarelli, Mariangela
Melato e Renzo
Arbore. Molti i registi tra cui Paolo
Taviani e Vittorio
Taviani, Mario
Monicelli, Giuliano
Montaldo, e Ettore
Scola. Walter
Veltroni sottolinea l'ottima partenza
della Festa: "Sono stati venduti più di 40mila
biglietti: questa per Roma è una grande occasione
per crescere culturalmente. Tra oggi e domenica sono attesi
la madrina della manifestazione Nicole
Kidman, Monica
Bellucci, Leonardo
Di Caprio e Richard
Gere. La prossima settimana dovrebbero arrivare Robert
De Niro, Harrison
Ford e George
Clooney.
Il figlio del gladiatore
Russell
Crowe ha confermato che la moglie Danielle Spencer
è incinta del secondo figlio . Il protagonista di "Insider"
e "Il gladiatore" lo ha detto ai giornalisti
davanti al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles, in occasione
della cerimonia di premiazione dei Golden Globe, annunciando
inoltre che intende recitare accanto a Nicole
Kidman in un remake australiano di "Via col
Vento".. Russell Crowe e Danielle Spencer si sono
sposati nell’aprile del 2003 e hanno avuto il loro primo
figlio, Charles, nel dicembre dello stesso anno.
Cristo si è fermato a Kabul
di Pino
Agnetti
Nato e cresciuto in una famiglia poverissima: come lui.
Costretto per lungo tempo all’esilio: come lui. E una
volta tornato nel proprio Paese, arrestato e imprigionato
senza aver commesso alcunché: come lui. Infine, condannato
a morte semplicemente per avere professato la propria fede:
come lui. Ce n’è abbastanza per dire che Cristo si è
fermato a Kabul. Vestendo i panni di Abdul Rahman, il
cittadino afghano convertitosi dall’Islam al cristianesimo
mentre si trovava in Germania come rifugiato. Un uomo
vittima e al tempo stesso nemico solo della guerra che per
decenni ha dilaniato la sua terra. E delle tradizioni
medievali che tuttora schiacciano il suo popolo – in modo
particolare le donne – impedendogli di compiere il salto
definitivo nell’era della modernità e del progresso.
Anche per questo, e non solo per la Bibbia che gli hanno
trovato addosso e che lui si è rifiutato di rinnegare,
Abdul è diventato un simbolo da distruggere. Una sfida
insopportabile per le forze che vorrebbero ricacciare 25
milioni di individui negli anfratti più bui della storia.
Una minaccia letale per gli irriducibili nostalgici
dell’infernale regime talebano e della sua feroce
avversione contro ogni tipo di libertà. A cominciare,
ovviamente, da quella religiosa. Non a caso, non appena
saliti al potere, i seguaci del mullah Omar si scagliarono
contro il minuscolo cimitero cristiano della capitale Kabul.
Frantumando le croci e le lapidi. Deviando un condotto
fognario in modo che i liquami si riversassero direttamente
sulle tombe scoperchiate. Fecero tutto questo per odio e per
disprezzo nei confronti degli “infedeli”, certo. Ma
anche per lanciare un preciso segnale alle componenti più
retrive della società afghana. Per dire cioè che, con loro
al governo, i mariti avrebbero potuto continuare
tranquillamente a bastonare le mogli colpevoli di andarsene
in giro prive del burqa. O, per fare un altro esempio, che i
capi villaggio avrebbero avuto ancora carta bianca
nell’applicare senza misericordia la legge del taglione,
che è poi uno dei pilastri su cui si fonda la sharia.
Preoccupatissimi di consolidare il proprio dominio, i
Talebani usarono il Corano esattamente come un’arma di
distruzione di massa applicata alle coscienze. Nelle
madrasse (le scuole coraniche), l’unica fonte
d’istruzione rimasta dopo la chiusura per legge degli
istituti di ogni ordine e grado, sottoposero al lavaggio del
cervello un’intera generazione di giovani. Insegnando loro
che Dio è terrore e vendetta. Che il paradiso si conquista
solo facendo a pezzi il nemico e l’Occidente. Più o meno
gli stessi argomenti di cui oggi, cinque anni dopo la loro
cacciata, gli alleati di Bin Laden si servono per chiamare
alla sollevazione contro il governo democraticamente eletto
di Hamid Karzai e contro gli “occupanti” stranieri.
Puntando apertamente a ottenere nuovamente l’appoggio, fra
gli altri, delle autorità religiose più conservatrici. E
che il tentativo sia tutt’altro che da sottovalutare lo
dimostrano le diverse manifestazioni di protesta contro le
vignette satiriche su Maometto inscenate nelle scorse
settimane anche in diverse città dell’Afghanistan. Motivo
in più per ritenere che Abdul Rahman non avrebbe potuto
scegliere un momento peggiore per finire in ceppi accusato
di apostasia, vale a dire del “reato dei reati” della
legge islamica. Lui, però, non si pente. Anzi, dal carcere
in cui l’hanno rinchiuso addirittura rilancia. Annunciando
che non intende abiurare ai propri diritti né di credente,
né di uomo libero. E che, anche qualora dovesse uscirne
vivo, non fuggirà. “Se lo facessi”, spiega,
“significherebbe che hanno vinto loro. I Talebani, i
nostri nemici”. E aggiunge: “Ho la piena coscienza di
quello che ho scelto. Se dovrò morire, morirò. Qualcuno,
molto tempo fa, lo ha fatto per tutti noi”. Solo i pazzi
ragionano e parlano così. E, infatti, il giudice afghano
che deve decidere sul caso ha fatto sapere nelle ultime ore
che il processo andrebbe riesaminato e l’imputato
sottoposto a perizia psichiatrica. Dimenticando, o più
semplicemente non sapendo, che anche il figlio di Dio venne
giudicato pazzo. Il che non fa che confermare che Cristo si
è fermato davvero a Kabul e che sulla croce preparata per
Abdul Rahman rischiamo di finirci inchiodati tutti
Pino
Agnetti: L'Ospite Americano,
Apocalisse asiatica, L’omelia
di Lilli
Il talento sexi della Stone
Sharon
Stone, nell'intervista a Bazaar parla della terza età
: «Ho adorato avere 20 e 30 anni ed è proprio per questo
che oggi posso dire di essere una 48enne veramente sexy e
sensuale. Ho fatto ciò che volevo fare e non vorrei tornare
indietro. Se incontro uno a caccia di ragazzine gli sto alla
larga perché vuol dire che non è saggio, né maturo o
adulto. Un compagno cresciuto che si senta a proprio agio
rispetto all'età e cerchi una donna altrettanto matura. Non
esco con un uomo da 11 mesi ma non mi dispiacerebbe
affatto avere una storia con Philip
Seymour Hoffman perché il talento è sexy come
avere un gran fisico»
Né Angelina né Pitt né matrimonio
C’erano tutti, o quasi a Cernobbio, per il matrimonio
del secolo, quello fra la coppia più bella del mondo, cioè
Brad
Pitt e Angelina
Jolie. In prima fila il sindaco del comune Simona
Saladini Borra che per l’occasione aveva indossato il
vestito della domenica ed era passata dal parrucchiere.
C’erano soprattutto un centinaio fra giornalisti,
cameraman e fotografi, giunti da tutto il mondo.
Trasmissioni in diretta per raccontare che c’era Carmen
Russo e suo marito Enzo
Paolo Turchi che alla coppia di Hollywood avrebbero
dovuto insegnare a ballare il tango. C’erano tutti, o
quasi, ma mancavano loro due, cioè gli sposi che,
hanno comprato lo Chateau di Benerville vicino a Deauville,
sulla costa della Normandia. La dimora apparteneva a Yves
Saint Laurent e Pierre Berge nel 1978.
Risale al 1874 e copre una superficie di 850 metri quadri
con le sue nove stanze. Il parco, gigantesco, si estende per
30 ettari intono alla villa e ha tre diversi giardini: uno
giapponese, uno esotico e infine uno indiano. Nel
comprensorio c'è una pista d'atterraggio, stalle e una
datcha.Intanto da oltre oceano si viene a sapere che Jennifer
Aniston si è sbarazzata degli ultimi abiti
dell'ex marito. L'attrice li ha dati in beneficenza in un
negozio di abiti di seconda mano di Los Angeles. Aspettando
Fuga annunziata
Il
nostro pregevole "Cocco
Bello" Lucia Annunziata
ha colpito ancora. Berlusca: "Lei mi fa la cortesia di
lasciarmi rispondere, altrimenti mi alzo e me ne vado"
La Coccobella: "Non può dire che se ne va", e
lui: "Lo faccio ... lei non può dire a me cosa fare,
io non lo dico a lei". La Coccobella non molla
"Lei non può dettare le regole, ritiri quello che ha
detto" e lui "mi alzo e me ne vado. Lei ha
dei pregiudizi nei miei confronti, per questo vado via.
Dovrebbe provare un po' di vergogna. E poi dicono che la Rai
e' controllata da me"
Golden gay
Omosessualita' e politica sono i temi che hanno dominato la
sessantatreesima edizione dei Golden Globe. Come era
ampiamente previsto, "Brokeback Mountain" ha
consolidato la sua posizione nella corsa agli Oscar
aggiudicandosi ben quattro globi. Brokeback Mountain,
racconta una storia d'amore omosessuale, e ha sollevato
diverse polemiche pur riscuotendo un buon successo al
botteghino. Il film di Ang Lee, che racconta la storia
d'amore tra due cowboy gay in un arco di tempo che copre dal
1963 al 1983, ha conquistato il premio per miglior film,
miglior regia, miglior canzone originale e miglior
sceneggiatura. Altri due ruoli legati all'ambiguita'
sessuale sono stati premiati dalla stampa estera nella lunga
notte al Beverly Hilton di Los Angeles: Philip Seymour
Hoffman, ha vinto Globo d'oro di miglior interprete per aver
vestito i panni dello scrittore Truman
Capote in "Capote" e Felicity Hauffman e'
stata giudicata miglior attrice per il ruolo di un uomo alle
soglie del cambiamento di sesso in "Transamerica".
Il premio alla carriera è stato consegnato da una raggiante
e incinta Gwyneth Paltrow
a Sir Anthony Hopkins,
che sul palco l'ha abbracciata calorosamente e ha ricevuto
la standig ovation dei presenti in sala: "Un premio
fantastico ha - detto Hopkins - Ho avuto la fortuna di
lavorare con grandi registi e attori e voglio ringraziare
tutti loro ma anche tutti gli stunt, gli elettricisti, i
parrucchieri, e tutti coloro che sono anonimi ma che
lavorano più duro di tutti quanti. Grazie a questa
industria che con me è stata straordinariamente generosa e
grazie a cui ho avuto un favolosa carriera. E non è mica
finita", ha concluso l'attore.
Benignaccio
Tutto
è cominciato con il Benignaccio
che dice a Celentano "sta'
fermo che mi fai perdere il ritmo, perché Celentano è
lento, ma Benigni è rock". Da quel momento casino,
genialità attorale, scatenamento irresistibile. "Sto
casino che è successo tutta la settimana, e per un bischero
come Celentano, tutti arrabbiati... L'hanno preso sul serio,
incredibile"... "l'Italia è il Paese
dell'allegria".. "questo è uno show e questo è
uno showman fra i più grandi del mondo... Ma dico io, le
liste di proscrizione, ci sono rimasto male". L'attore
cerca Silvio Berlusconi, si guarda intorno nello studio:
"Dov'è? E' qui? Ah no, sta a casa a scrivere 'Roberto
Benigni' nella lista. Fermo Silvio, non scrivere
niente". Rivolgendosi direttamente al
Berlusca: "Lo sai che ti vogliamo bene, e che un comico
che prende in giro un politico è la democrazia che frusta
se stessa, è la sanezza della democrazia". E ancora:
"Se un comico prende in giro un politico, lo aiuta, e
siccome noi ti vogliamo bene, io stasera sono qui per
aiutarti, Silviuccio"... "un pochino te le vai a
cercare: hai fatto smettere di lavorare tre persone, se fai
smettere di lavorare tutti quelli che fanno una battuta su
di te, l'Italia diventa un Paese di disoccupati. Avevi fatto
una lista di tre, e poi ne hai fatta un'altra: ma allora sei
proprio un pollo, invece di darci una mano, ci attacchi il
virus"... " ti do un consiglio: qui è veramente
la casa delle libertà, qui puoi fare e dire quello che
vuoi, perché non smetti di fare politica, cambi mestiere e
vieni a fare il comico?". Rivolgendosi al pubblico:
"Perché Silvio avrebbe voglia di dire certe cose, ad
esempio, a Prodi, però non può farlo. Se invece vieni quà
puoi dirglielo, puoi dire 'Prodi, fai schifo, con quel
culone, con quelle chiappe a mortadella... E tu, D'Alema,
Fassino, e la tata di Fassino, la babysitter di Fassino,
fate schifo tutti!!"... "Vieni qui, ti ripeto, però,
se vuoi venire da Celentano devi dare le dimissioni: quindi,
sei ufficialmente invitato. La trasmissione sta avendo un
tale successo, che tutti stanno dando le dimissioni in
Italia". Infine, Benigni invita Celentano a scrivere
una lettera di scuse a Berlusconi. "Hai fatto talmente
arrabbiare Silvio che adesso devi chiedere scusa. Adriano,
ti sei messo con un piede dentro e un piede fuori da San
Vittore". E inizia a dettare: "Signor onorevole,
presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica
italiana, siccome quest'anno ho fatto una trasmissione in
cui ho preso in giro il capo del governo, l'anno prossimo
farò una trasmissione in cui prendo in giro il capo
dell'opposizione. Noi ti ammiriamo, però nel governo c'è
qualcosa che non va". Alla fine Benignaccio si spoglia,
fa togliere a Luisa Ranieri l'abito di raso rosso e lo
indossa lui, per poi cantare, con Celentano, Siamo la coppia
più bella del mondo. Prima di chiudere il proprio
intervento, Benigni parla di democrazia e cita Voltaire
("Non sono daccordo con quello che dici ma darei la
vita perché tu possa dirlo"), poi è la volta di
Socrate, che "ha inventato la morale, ha insegnato ai
giovani che prima delle cure del corpo devono curarsi
dentro, crescere". Infine, il commiato, sempre da
Socrate: "E' giunta l'ora di andare: io a morire, voi a
vivere. Chi di noi vada verso ciò che è meglio, è oscuro
a tutto tranne che a Dio". Benigni lascia lo studio,
standing ovation del pubblico.
In
ogni donna c'è una puttana?
Monica
Bellucci per presentare "Combien
tu m'aimes?, Per sesso o per amore", il film nel
quale fa la prostituta accanto a Depardieu,
è riuscita a scandalizzare persino ministro della cultura
francese Renaud Donnedieu de Vabres Monica che si è
concessa come mai aveva fatto fino ad oggi, mostrando alla
cinepresa del regista Blier non solo il corpo ma anche
l'anima, ha dichiarato "Recitare non è stato difficile
in ogni donna c'è una puttana. Noi sappiamo come muoverci e
come sedurre. E' una cosa atavica e fa parte soprattutto una
certa estenuata femminilità italiana. Comunque è una vera
storia d'amore e, anche se si parla di prostituzione, è
elegante, delicata, poetica. E piena di riferimenti al
cinema italiano"..." Per fare l'amore con François,
Daniela gli chiede: 'Vuoi fare un giro in Italia? E' una
terra calda e ospitale. La gente canta per la strada...'. Io
credo che Blier abbia fatto un inno al nostro
paese"..."Questo film una favola che ha una sua
verità e a un certo punto ci sono caduta dentro. Secondo me
è anche un film femminista: Daniela domina sempre la
situazione, è lei che decide, ma che si rende conto: 'Sono
nata per essere amata, sono abituata ad essere desiderata'.
Quando scopre che l'amore va oltre il desiderio, lì diventa
fragile. Mi ha ricordato una frase di Prevert: 'Sono come
sono, amo chi mi ama e non cambierò per voi'.
Il
Liga scherzato
Ligabue
è stato preso per il chiulo da Gene
Gnocchi in 'Quelli che il calcio'. Gene ha
inscenato una gag su Luciano, protagonista del recente e
discusso concerto-evento al Campovolo di Reggio in cui molti
fans si sono lamentati per la scarsa acustica e per i
problemi audio che hanno impedito loro di ascoltare al
meglio la sua esibizione. Durante la scenetta,
un'improbabile fan di Ligabue, che indossava due mega
orecchie di plastica, rispondendo alla domanda su quali
canzoni meglio ricordasse del concerto ha dichiarato: 'Alba
chiara', 'Vado al massimo', 'Vita spericolata' (tutti
celebri brani dii Vasco
Rossi). Poi Gnocchi ha presentato un finto cd tratto dal
concerto al Campovolo dal quale la voce di Ligabue si udiva
solo sullo sfondo. La conduttrice della trasmissione, Simona
Ventura ha sintetizzato l'episodio dicendo:
"Ora ci siamo fatti un amico in più"
Fiori d'arancio
Alexia
Aquilani (Alexia
Gnomiz), la regina della disco dance made in italy, sposerà
il coetaneo Andrea Camerana, nipote ed erede dello stilista
Giorgio Armani. La cerimonia, senza clamori, verrà
celebrata nella chiesetta di Rivalta, vicino Piacenza. Pochi
invitati e tanto sentimento. A seguire un party a base di
leccornie e musica in un club della zona. Alexia e Andrea si
sono conosciuti meno di un anno fa ed è stata subito
passione. In attesa dell’uscita del nuovo album e
dell’ennesimo successo, arrivano i fiori d’arancio sulle
note della marcia nuziale.
Cine Gossip
Anthony
Hopkins, ha deciso di non concedere più autografi.
Decisione presa dal momento in cui l’attore ha scoperto
che spesso i pezzi di carta con la sua firma finivano
all’asta su eBay. ’Non mi dà assolutamente fastidio
fare stampa e televisioni e giornalisti, fa parte del mio
lavoro quando occorre pubblicizzare un nuovo film’, ha
riferito Hopkins. ’La scocciatura sono gli autografi: non
ne firmo più perchè ho scoperto che poi la gente li vende
sul Web’.
Nicole
Kidman, dopo essere stata nominata la donna piu'
ricca di tutta l'Australia, con una fortuna stimata in 190
milioni di dollari australiani (circa 120 milioni di euro,
non ha niente di meglio da fare che venire in Italia
per prendere parte alla registrazione di ''C'e' posta per
te''.
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si può scrivere solo l'autore es." John
Grisham" o solo il titolo es.
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