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Natalie Imbruglia
- "That day"
That day, That day // What a mess
what a marvel // I walked into
that cloud again // And I lost
myself // And I'm sad, sad, sad //
Small, alone, scared // Craving
purity // A fragile mind and a
gentle spirit // That day, That
day, // What a marvelous mess //
This is all that I can do // I'm
done to be me // Sad, scared,
small, alone, beautiful // It's
supposed to be like this // I
accept everything // It's
supposed to be like this // That
day, That day // I lay down
beside myself // In this feeling
of pain, sadness // Scared, small,
climbing, crawling // Towards the
light // And it's all I see and //
I'm tired and I'm right // And
I'm wrong // And it's beautiful //
That day, That day // What
a mess, what a marvel // We're
all the same // And no one thinks
so // And it's okay //
And I'm small and I'm divine // And
it's beautiful // And it's coming
// But it's already here //
And it's absolutely perfect // That
day, That day // When everything
was a mess // And everything was
in place // And there's too much
hurt // Sad, small, scared, alone
// And everyone's a cynic //
And it's hard and it's sweet // But
it's supposed to be like this // That
day, That day // When I sat in
the sun // And I thought and I
cried // Cause I'm sad, scared,
small // Alone, strong //
And I'm nothing and I'm true // Only
a brave man can break through // And
it's all okay // Yeah, it's okay
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Natalie
Imbruglia
Natalie Imbruglia: BMG
Ricordi Windows
Media Player Beauty
on the fire, That
day, Wrong
Impression
Natalie
Imbruglia
Album in Cdbox
Finalmente Natalie
Imbruglia è tornata, realizzando il lavoro più bello e
riuscito della sua sfolgorante carriera. Tuttavia, c'è ancora una
domanda che non trova risposta: dove è stata in questi ultimi due,
tre anni? Perché "That Day"
, il suo nuovo singolo, è la sua prima cosa che ascoltiamo in un
periodo così lungo di tempo (soprattutto per lo standard della
musica pop)? Ovviamente, c'è solo una persona che può rispondere a
questa domanda... Ma prima di lasciarle la parola, proviamo a
ricordare alcune cose. Per molti artisti la regola è: "il
successo a qualsiasi prezzo". Quando sono abbastanza
fortunati da incidere un singolo di debutto che all'improvviso e
sorprendentemente riesce a sedurre tutto il mondo del pop, essi
vorrebbero aggrapparsi a quel momento e vivere fino in fondo quel
periodo. Poi arriva un momento che segna la fine di quella passione.
Il pubblico a quel punto sembra essere stanco e tutte le canzoni
successive sembrano essere solo una copia sembra più sbiadita di
quel primo successo che ha portato fama e fortuna. La magia non c'è
più. Per fortuna, Natalie non
è quel tipo di artista. Al contrario, Natalie è forte e
determinata, sincera verso se stessa e verso il pubblico. Natalie
ha riconosciuto che il grande successo internazionale di "Torn",
il suo singolo di debutto, si è progressivamente trasformato in
qualcosa che l'ha, almeno per un po', bloccata creativamente,
qualcosa che l'ha perfino spaventata. "C'è stato un effetto
domino - ricorda l'artista - ho portato quel disco da un
paese all'altro e poi ho ripreso a correre collezionando un premio
dopo l'altro. Quella canzone, in un certo senso, ha cominciato a
correre da sola..." Alla fine, quando la fiamma ha
cominciato a spegnersi, Natalie si è trovata ad un bivio. La prima
possibilità era quella di cavalcare l'onda all'infinito, esibirsi
su qualsiasi palcoscenico o promuovere tutte le canzoni del suo
primo album, Left Of The Middle,
fino a quando era possibile. Ma questo non è il suo stile. Natalie
non aveva lottato per diventare l'artista più credibile nel mondo
della musica, dopo aver esordito in una soap opera australiana (si,
cominciò proprio così, con una parte nella serie Neighbours),
per poi difendere quella posizione all'infinito, affidandosi
soltanto alla promozione. Natalie considera la sua creatività come
qualcosa di più importante e prezioso. Perché Natalie non è una
dilettante. E' un'artista completamente consapevole di quello che
fa. Per questo ha scelto la seconda possibilità: si è presa del
tempo ed è tornata a vivere in maniera normale (è questo,
dopotutto, il modo migliore per ritrovare l'ispirazione). "All'inizio
credo di aver provato un senso di rifiuto per tutto quel periodo e
quella popolarità. Ero come impaurita da tutto quel successo, dalla
velocità con cui era arrivato. Avevo bisogno di staccare. Mi sono
dedicata a progetti piccoli, una o due canzoni per la colonna sonora
di un film, cose del genere. Tutto questo era comunque un modo per
evitare di affrontare il problema più grande: la realizzazione del
secondo album." Alla fine Natalie è riuscita ad affrontare
e a superare quel problema. Il risultato è semplicemente splendido.
Scritto in America e in Inghilterra e registrato a Londra con
diversi produttori (Ian Stanley, Gary Clark, Phil Tornally e Pascal
Grabiel), White Little Islands
è il ritratto di un'artista che è cresciuta, che è sicura del suo
talento e che ha vissuto e amato tanto da avere qualcosa da
raccontare a tutti. "Spero di essere a mio agio con me
stessa - dichiara Natalie - non posso fare Britney, non posso
arrivare e fare una semplice canzone pop scacciapensieri. Per me,
scrivere è qualcosa di molto più istintivo. Le persone che mi
hanno spinto a farlo, cantanti come Joni Mitchell e Shawn Colin,
sono partite dalla loro vita, trasformando le loro esperienze in
qualcosa di universale. Anch'io lo voglio fare." Grazie
alla collaborazione con Clark, Thornally, Matt Wilder e per "That
Day " con il celebre Pat Leonard (autore di
alcuni successi importanti di Madonna), Natalie ha raggiunto
quell'obbiettivo, utilizzando diversi stili musicali. A differenza
delle solite formule usate da molti dei suoi coetanei, questo lavoro
ha la spontaneità e la forza di alcuni dei suoi gruppi preferiti.
"Questo è accaduto perché - dichiara l'artista
sorridendo - nelle mia fantasia io sono il cantante solista di
una rock band. Ma sono una donna e faccio musica pop, così i miei
interessi musicali sono in qualche modo filtrati. Il mio non è il
suono di un gruppo maschile, ma è comunque qualcosa di più duro
rispetto alle aspettative del pubblico." Non è mai facile
per Natalie dichiarare di essere orgogliosa per qualcosa che ha
fatto. "Sono sempre molto severa con me stessa, più di
quanto lo sia con gli altri. E' difficile arrivare dove voglio, non
riesco ad essere completamente soddisfatta, ma questa volta sento di
esserci riuscita. Ho lottato per fare questo disco nel migliore dei
modi. So che tutti aspettavano da tempo il mio nuovo album, ma io
volevo tornare solo quando ero sicura. Volevo essere orgogliosa del
mio nuovo album. Volevo tornare in questo modo." A cura di BMG
Ricordi
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Gnomiz: Annacarla
Albertini: Ligabue
mi fa Sesso, Pavarotti
o Fame!
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