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 Angie
Stone: Stone
Hits. The Very Best of (New Version), Stone
Love, Mahogany
Soul
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ufficiale
Angie
Stone Mahogany
soul Il
secondo disco della regina del soul La
sua musica è cruda, onesta, sempre reale. Una poetessa di
prim’ordine e leader del movimento ‘nuovo soul’, lo stile Angie Stone
non bada alle regole: "Non m’interessa un approccio che segua le mode
e le tendenze commercialmente di successo nella musica. Quello che faccio è,
sostanzialmente, soul music senza fronzoli ". Ascolta il primo singolo
estratto Brotha Il pubblico internazionale se ne è reso conto
quando ha scoperto Angie con l’album d’esordio del 1999 Black Diamond,
acclamato dalla critica e best seller da oltre un milione di copie, lanciato dal
successo del singolo "No more rain (in this cloud)", sia
nelle classifiche Pop, sia in quelle R&B. Che Angie volesse continuare nella
sua missione di vero soul, era chiaro; quello che il suo pubblico impaziente sta
per scoprire ora, è che questa artista dotata di grande talento - cantante,
autrice, musicista e produttrice - con il suo ultimo lavoro, Mahogany soul,
ha scavato più a fondo, superando, di gran lunga, il suo amato album
precedente. I titoli delle canzoni già dicono tutto: "Mad Issues",
un brano su coloro che sembrano quasi compiaciuti nel vivere un’esistenza
ricca di difficoltà; "Pissed off" che, come molte altre
canzoni dell’album, si basa sulle esperienze personali di Angie: la vita,
l’amore e i rapporti interpersonali; "If it wasn’t for your mama",
una storia semplice che ruota attorno ad un nucleo familiare, nel quale i figli
sono costretti a seguire le orme dei genitori; e "Brotha"
un inno incoraggiante, positivo, ricco d’ammirazione verso la forza e le
qualità degli uomini dalla pelle nera. "Con questo album ho cercato di
arrivare ad un tipo di libertà auto-espressiva . Il mio approccio è stato
quello di realizzare un disco migliore rispetto al precedente: una conferma
della mia sensibilità verso la vecchia scuola soul, ma, al contempo,
estremamente moderno nei contenuti", racconta Angie. Lavorando
con una serie di produttori, tra i quali Raphael Saadiq, Warryn Campbell, Gerald
Isaac, Eddie F., Ali Shaheed Muhammed, ed Eran Tabib, Angie ha voluto mantenere,
tuttavia, il pieno controllo sul progetto. "Mi premeva individuare il
tono che desideravo avere per quest’album. I produttori sono fantastici, ma io
penso che il lavoro di squadra riesca meglio, quando si conosce bene chi sono e
da dove provengo. La produzione deve coincidere con la mia visione della musica
ed aderire ai miei testi ". Forgiata da influenze provenienti dai
grandi pionieri del soul, come Curtis Mayfield, Marvin Gaye e Donny
Hathaway – tre degli artisti che l’hanno ispirata durante i suoi anni di
formazione, - Mahogany soul abbonda in sincerità nel raccontare le sue
storie. Quest’aspetto, è uno dei motivi che pongono Angie Stone in una
posizione di primo piano nell’attuale scenario della black music. In Mahogany
soul Angie duetta con Musiq Soulchild - personaggio emergente del
“retro-soul” - nella canzone "Ingredients of love"
che "definisce esattamente quello che fa dell’amore una cosa
meravigliosa: un pizzico d’onestà, un litro di rispetto…"La funky
e incisiva "20 Dollars", si occupa di "quelle
persone che prendono in prestito soldi…sapendo bene che non li restituiranno
mai !". La desolante onestà di "What you dyin’ for",
è invece un messaggio per "quei giovani che si uccidono per futili
motivi, come, ad esempio, una storia d’amore finita. Non si può rinunciare
alla propria esistenza solo perché le cose non vanno bene”. Nel suo
tipico approccio sincero, Angie afferma anche "Life goes on"
"è in assoluto la mia canzone preferita dell’album. E’ densa di
ricordi su com’eravamo e dove stiamo andando ora …" Angie Stone,
è il risultato di una tradizione con solide radici nel canto gospel, e con
importanti esperienze musicali alle spalle. Il suo genio è ora ad una fase
cruciale di creatività: "Sono entrata in studio nel Settembre 2000 e ho
subito iniziato a comporre e registrare. Nove delle dodici canzoni che ho
scritto in quel periodo sono nell’album. C’è un impeto naturale, una botta
d’adrenalina che mi arriva dalla stesura dei testi, la produzione, la
registrazione …"Nata a Columbia, South Carolina, Angie Stone ha
sperimentato pienamente negli anni le sue attitudini creative. Cresciuta in una
famiglia musicale ("mio padre faceva parte di un quartetto gospel locale"),
Angie ha ammirato i grandi gruppi gospel, unendosi lei stessa al coro della
chiesa Battista First Nazareth "quando ero alta quanto un ginocchio di
un’anatra! Cantavo e scrivevo poesie già allora". Ascoltando
leggende R&B come Aretha Franklin, Smokey Robinson, Hathaway, Gaye e Mayfield
ed esibendosi con le loro canzoni di fronte allo specchio della sua cameretta,
l’allora teen-ager Angie era destinata ad intraprendere una carriera nella
musica, prima o poi: "Mi avevano offerto delle borse di studio per il
college, perché ero brava nella pallacanestro…". Tastierista
autodidatta, Angie ha intrapreso la via di "un sacco di lavori che non
portano da nessuna parte”, come lei stessa li definisce ora, pur
riconoscendo la loro importanza nel mettere insieme i soldi necessari alla
registrazione del suo primo demo. Dopo una prima esperienza in studio di
registrazione con un trio locale, Angie ha scritto "Baby cries",
una canzone per Jill Jones, la protetta di Prince. In seguito,
Angie si è ritrovata a lavorare con i rapper futuristici Mantronix e la
superstar Lenny Kravitz, suonando il sax nella band di quest’ultimo.
Alla fine degli anni ’80, ha formato il trio Vertical Hold, il cui
album d’esordio su A&M del 1993, A Matter Of Time, ha ricevuto
consensi dalla critica su entrambe le coste Atlantiche - in parte grazie ai
risultati nella Top 20 R&B del singolo "Seems You’re Much Too
Busy". Oltre a collaborare con Mary J. Blige, Solo e Malik
Pendleton, Angie ha contribuito in maniera fondamentale all’album
d’esordio di D’Angelo ("Brown Sugar" disco multi-platino
nel 1995), la sua "anima gemella musicale". Il brillante cantautore ha
ricambiato poi il favore, scrivendo con lei la canzone "Everyday",
tratta da Black diamone, il debutto di Angie per l’Arista del 1999. Con
entusiastiche recensioni da parte dei media di tutto il mondo, Black diamond
includeva anche un’apparizione speciale del suo amico Kravitz e
dell’ex A Tribe Called Quest, Ali Shaheed Mohammed. Canzoni come
la memorabile cover del classico di Marvin Gaye "Trouble man",
la sua "Bone 2 pic (Wit U)", "Life Story"
e "Green grass vapors", hanno placato la fame del
pubblico, desideroso di un po’ di genuino funky-soul, eseguito con grande
passione per i suoni tradizionali del R&B degli anni ’70. Usando un
campione da "Neither One Of Us" di Gladys Knight & The Pips’
nella bellissima "No More Rain", Angie è stata in grado di avvicinare
sia l’audience della vecchia musica soul, sia quella della nuova. "Attendevo
da anni questo momento, e quando "Black Diamond" ha iniziato a
muoversi e "No More Rain" è diventato una hit, mi sono sentita pronta
per il mondo", ricorda la cantante. "Ci è voluto molto tempo
per esaltarmi per quanto mi stava accadendo. Ho lavorato molto duramente e ho
sentito un appagamento spirituale quando la gente ha iniziato ad apprezzare la
mia musica. Sono grata a Dio per questa benedizione e quando ho ricevuto due Lady
Of Soul Awards (nel 2000), mi sono sentita ad una svolta. L’apprezzamento
da parte del pubblico quella sera è stato entusiasmante. Era come se
dicessero,”’Era ora! Te lo sei meritato ampiamente’". Bilanciando il
ruolo di madre di un bambino e una teen-ager, Angie è andata in tour,
esibendosi alla fine del ’99 e per tutto il 2000, con una serie di diversi
artisti considerati delle leggende: Ron Isley (Isley Brothers), Maurice White (Earth,
Wind & Fire) e Charlie Wilson (Gap Band). “E’ stato fantastico per me.
Queste persone hanno fatto tanto per la musica. Loro hanno indicato la strada
per artisti come me; è stato un vero onore verificare il loro apprezzamento
verso la mia musica …" Un anno movimentato, arricchito anche da un tour
in Europa che ha dato ad Angie un’altra esperienza fortissima dal punto di
vista emozionale: "Essere a contatto con gente di una razza diversa dalla
mia, che mi ha accolto con affetto come essere umano e che ha espresso amore per
la mia musica, è stato straordinario. Mi ha fatto piangere di gratitudine e mi
ha spinta a lavorare ancora più duramente per il mio secondo album". Quel
lavoro duro è evidente attraverso Mahogany soul, disco che giustamente
include un bel tributo a Curtis Mayfield nel suo classico del 1970 "The
makings of you" e una nuova canzone di Andrea Martin, "I wish I
didn’t miss you" che incorpora un sample di "Backstabbers"
degli O’Jays’. La riverenza e il rispetto di Angie nei confronti dei
pionieri del R&B sono evidenti, come testimonia il ruolo di alcuni maestri
quali Betty Wright, Gaye e Mayfield nella luminosa "Soul Insurance",
una canzone che Angie ha scritto basandosi su un’esperienza realmente vissuta:
"parla di quelle persone che cercano di rubarti le idee. La dedico a quanti
fanno quel genere che io definisco come ’soul commerciale’. Non mi piace
annacquare i contenuti: voglio arrivare alle radici del gospel e del R&B.
Liricamente e musicalmente, Mahogany soul è più diretto, rispetto al
mio primo disco, e mi auguro che la gente tragga l’essenza di quello che ci ho
messo dentro: tanto amore!" Amore, certo, e anche sangue, sudore e lacrime.
Il risultato è Mahogany soul, uno straordinario secondo album che ci
presenta Angie Stone come un’artista unica, appassionata, onesta ed
eccezionale. Non c’è dubbio, nel regno delle sorelle del soul del nuovo
millennio, Angie è la regina. A cura di BMG
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