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Angie Stone - No More Rain

[Intro] No more rain in this cloud No more rain in this cloud My sunshine has come And I'm all cried out And there's no more rain in this cloud My sunshine has come And I'm all cried out And there's no more rain in this cloud There's no hiding place When someone has hurt you It's written on your face, and it reads "Broken spirit, lost and confused" "Empty, scared, used and abused, a fool" Oh, ain't it funny that the way you feel Shows on your face (It's written all over your face, yeah) And the smile you used to wear Seems a little bit out of place (Tracks of your tears) People oh, hold on In time it gets a little better, whoa My sunshine has come And I'm all cried out And there's no more rain in this cloud My sunshine has come And I'm all cried out And there's no more rain in this cloud So you want to live and to you I shall give All the space that you requested Hope you don't live to regret it So you say you're in your prime Baby, don't waste your time Remember my love, it's only a thin line (It's never too late) My sunshine has come And I'm all cried out And there's no more rain in this cloud My sunshine has come And I'm all cried out And there's no more rain in this cloud Spring has come and winter's gone, my love But don't look around for me, child I'll be gone (I'll be gone, gone, gone, gone) Not afraid because the seasons have changed I'm gonna count my blessing then just follow the sun Cuz you see My sunshine has come And I'm all cried out And there's no more rain in this cloud My sunshine has come And I'm all cried out And there's no more rain in this cloud (Now, I wanna take a minute to kick it like this Y'all wit' me? Y'all know what I'm talkin' about? You know what to do There's no hiding place When you're hurting No, no, no) Baby, don't want teardrops Drying up on my pillow (I used to think the world of you) Only room for raindrops Don't belong on my smile (Baby) And there's no rain in this cloud (There's, there's nothing I would not do) Baby, don't want teardrops Drying up on my pillow (You broke me down) Only room for raindrops Don't belong on my smile (You broke me way down) And there's no more rain in this cloud (You you you, baby broke me down) My sunshine has come And I'm all cried out And there's no more rain in this cloud My sunshine has come And I'm all cried out And there's no more rain in this cloud (What goes around, comes around What goes up, must come down Things you do, come back to you Y'all believe that? Goes around, comes around What goes up, must come down)

 

Angie Stone: Stone Hits. The Very Best of (New Version), Stone Love, Mahogany Soul

Sito ufficiale

Angie Stone  Mahogany soul  Il secondo disco della regina del soul La sua musica è cruda, onesta, sempre reale. Una poetessa di prim’ordine e leader del movimento ‘nuovo soul’, lo stile Angie Stone non bada alle regole: "Non m’interessa un approccio che segua le mode e le tendenze commercialmente di successo nella musica. Quello che faccio è, sostanzialmente, soul music senza fronzoli ". Ascolta il primo singolo estratto Brotha Il pubblico internazionale se ne è reso conto quando ha scoperto Angie con l’album d’esordio del 1999 Black Diamond, acclamato dalla critica e best seller da oltre un milione di copie, lanciato dal successo del singolo "No more rain (in this cloud)", sia nelle classifiche Pop, sia in quelle R&B. Che Angie volesse continuare nella sua missione di vero soul, era chiaro; quello che il suo pubblico impaziente sta per scoprire ora, è che questa artista dotata di grande talento - cantante, autrice, musicista e produttrice - con il suo ultimo lavoro, Mahogany soul, ha scavato più a fondo, superando, di gran lunga, il suo amato album precedente. I titoli delle canzoni già dicono tutto: "Mad Issues", un brano su coloro che sembrano quasi compiaciuti nel vivere un’esistenza ricca di difficoltà; "Pissed off" che, come molte altre canzoni dell’album, si basa sulle esperienze personali di Angie: la vita, l’amore e i rapporti interpersonali; "If it wasn’t for your mama", una storia semplice che ruota attorno ad un nucleo familiare, nel quale i figli sono costretti a seguire le orme dei genitori; e "Brotha" un inno incoraggiante, positivo, ricco d’ammirazione verso la forza e le qualità degli uomini dalla pelle nera. "Con questo album ho cercato di arrivare ad un tipo di libertà auto-espressiva . Il mio approccio è stato quello di realizzare un disco migliore rispetto al precedente: una conferma della mia sensibilità verso la vecchia scuola soul, ma, al contempo, estremamente moderno nei contenuti", racconta Angie. Lavorando con una serie di produttori, tra i quali Raphael Saadiq, Warryn Campbell, Gerald Isaac, Eddie F., Ali Shaheed Muhammed, ed Eran Tabib, Angie ha voluto mantenere, tuttavia, il pieno controllo sul progetto. "Mi premeva individuare il tono che desideravo avere per quest’album. I produttori sono fantastici, ma io penso che il lavoro di squadra riesca meglio, quando si conosce bene chi sono e da dove provengo. La produzione deve coincidere con la mia visione della musica ed aderire ai miei testi ". Forgiata da influenze provenienti dai grandi pionieri del soul, come Curtis Mayfield, Marvin Gaye e Donny Hathaway – tre degli artisti che l’hanno ispirata durante i suoi anni di formazione, - Mahogany soul abbonda in sincerità nel raccontare le sue storie. Quest’aspetto, è uno dei motivi che pongono Angie Stone in una posizione di primo piano nell’attuale scenario della black music. In Mahogany soul Angie duetta con Musiq Soulchild - personaggio emergente del “retro-soul” - nella canzone "Ingredients of love" che "definisce esattamente quello che fa dell’amore una cosa meravigliosa: un pizzico d’onestà, un litro di rispetto…"La funky e incisiva "20 Dollars", si occupa di "quelle persone che prendono in prestito soldi…sapendo bene che non li restituiranno mai !". La desolante onestà di "What you dyin’ for", è invece un messaggio per "quei giovani che si uccidono per futili motivi, come, ad esempio, una storia d’amore finita. Non si può rinunciare alla propria esistenza solo perché le cose non vanno bene”. Nel suo tipico approccio sincero, Angie afferma anche "Life goes on" "è in assoluto la mia canzone preferita dell’album. E’ densa di ricordi su com’eravamo e dove stiamo andando ora …" Angie Stone, è il risultato di una tradizione con solide radici nel canto gospel, e con importanti esperienze musicali alle spalle. Il suo genio è ora ad una fase cruciale di creatività: "Sono entrata in studio nel Settembre 2000 e ho subito iniziato a comporre e registrare. Nove delle dodici canzoni che ho scritto in quel periodo sono nell’album. C’è un impeto naturale, una botta d’adrenalina che mi arriva dalla stesura dei testi, la produzione, la registrazione …"Nata a Columbia, South Carolina, Angie Stone ha sperimentato pienamente negli anni le sue attitudini creative. Cresciuta in una famiglia musicale ("mio padre faceva parte di un quartetto gospel locale"), Angie ha ammirato i grandi gruppi gospel, unendosi lei stessa al coro della chiesa Battista First Nazareth "quando ero alta quanto un ginocchio di un’anatra! Cantavo e scrivevo poesie già allora". Ascoltando leggende R&B come Aretha Franklin, Smokey Robinson, Hathaway, Gaye e Mayfield ed esibendosi con le loro canzoni di fronte allo specchio della sua cameretta, l’allora teen-ager Angie era destinata ad intraprendere una carriera nella musica, prima o poi: "Mi avevano offerto delle borse di studio per il college, perché ero brava nella pallacanestro…". Tastierista autodidatta, Angie ha intrapreso la via di "un sacco di lavori che non portano da nessuna parte”, come lei stessa li definisce ora, pur riconoscendo la loro importanza nel mettere insieme i soldi necessari alla registrazione del suo primo demo. Dopo una prima esperienza in studio di registrazione con un trio locale, Angie ha scritto "Baby cries", una canzone per Jill Jones, la protetta di Prince. In seguito, Angie si è ritrovata a lavorare con i rapper futuristici Mantronix e la superstar Lenny Kravitz, suonando il sax nella band di quest’ultimo.
Alla fine degli anni ’80, ha formato il trio Vertical Hold, il cui album d’esordio su A&M del 1993, A Matter Of Time, ha ricevuto consensi dalla critica su entrambe le coste Atlantiche - in parte grazie ai risultati nella Top 20 R&B del singolo "Seems You’re Much Too Busy". Oltre a collaborare con Mary J. Blige, Solo e Malik Pendleton, Angie ha contribuito in maniera fondamentale all’album d’esordio di D’Angelo ("Brown Sugar" disco multi-platino nel 1995), la sua "anima gemella musicale". Il brillante cantautore ha ricambiato poi il favore, scrivendo con lei la canzone "Everyday", tratta da Black diamone, il debutto di Angie per l’Arista del 1999. Con entusiastiche recensioni da parte dei media di tutto il mondo, Black diamond includeva anche un’apparizione speciale del suo amico Kravitz e dell’ex A Tribe Called Quest, Ali Shaheed Mohammed. Canzoni come la memorabile cover del classico di Marvin Gaye "Trouble man", la sua "Bone 2 pic (Wit U)", "Life Story" e "Green grass vapors", hanno placato la fame del pubblico, desideroso di un po’ di genuino funky-soul, eseguito con grande passione per i suoni tradizionali del R&B degli anni ’70. Usando un campione da "Neither One Of Us" di Gladys Knight & The Pips’ nella bellissima "No More Rain", Angie è stata in grado di avvicinare sia l’audience della vecchia musica soul, sia quella della nuova. "Attendevo da anni questo momento, e quando "Black Diamond" ha iniziato a muoversi e "No More Rain" è diventato una hit, mi sono sentita pronta per il mondo", ricorda la cantante. "Ci è voluto molto tempo per esaltarmi per quanto mi stava accadendo. Ho lavorato molto duramente e ho sentito un appagamento spirituale quando la gente ha iniziato ad apprezzare la mia musica. Sono grata a Dio per questa benedizione e quando ho ricevuto due Lady Of Soul Awards (nel 2000), mi sono sentita ad una svolta. L’apprezzamento da parte del pubblico quella sera è stato entusiasmante. Era come se dicessero,”’Era ora! Te lo sei meritato ampiamente’". Bilanciando il ruolo di madre di un bambino e una teen-ager, Angie è andata in tour, esibendosi alla fine del ’99 e per tutto il 2000, con una serie di diversi artisti considerati delle leggende: Ron Isley (Isley Brothers), Maurice White (Earth, Wind & Fire) e Charlie Wilson (Gap Band). “E’ stato fantastico per me. Queste persone hanno fatto tanto per la musica. Loro hanno indicato la strada per artisti come me; è stato un vero onore verificare il loro apprezzamento verso la mia musica …" Un anno movimentato, arricchito anche da un tour in Europa che ha dato ad Angie un’altra esperienza fortissima dal punto di vista emozionale: "Essere a contatto con gente di una razza diversa dalla mia, che mi ha accolto con affetto come essere umano e che ha espresso amore per la mia musica, è stato straordinario. Mi ha fatto piangere di gratitudine e mi ha spinta a lavorare ancora più duramente per il mio secondo album". Quel lavoro duro è evidente attraverso Mahogany soul, disco che giustamente include un bel tributo a Curtis Mayfield nel suo classico del 1970 "The makings of you" e una nuova canzone di Andrea Martin, "I wish I didn’t miss you" che incorpora un sample di "Backstabbers" degli O’Jays’. La riverenza e il rispetto di Angie nei confronti dei pionieri del R&B sono evidenti, come testimonia il ruolo di alcuni maestri quali Betty Wright, Gaye e Mayfield nella luminosa "Soul Insurance", una canzone che Angie ha scritto basandosi su un’esperienza realmente vissuta: "parla di quelle persone che cercano di rubarti le idee. La dedico a quanti fanno quel genere che io definisco come ’soul commerciale’. Non mi piace annacquare i contenuti: voglio arrivare alle radici del gospel e del R&B. Liricamente e musicalmente, Mahogany soul è più diretto, rispetto al mio primo disco, e mi auguro che la gente tragga l’essenza di quello che ci ho messo dentro: tanto amore!" Amore, certo, e anche sangue, sudore e lacrime. Il risultato è Mahogany soul, uno straordinario secondo album che ci presenta Angie Stone come un’artista unica, appassionata, onesta ed eccezionale. Non c’è dubbio, nel regno delle sorelle del soul del nuovo millennio, Angie è la regina. A cura di BMG Ricordi