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Evans dischi
Il
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Faith Evans Faithfully
Il nuovo disco Il
blues ci aiuta a ridere delle nostre disgrazie, ridà luce alle nostre vite
venturose e riafferma l’importanza di vivere, nonostante tutti gli ostacoli
disseminati sul nostro cammino. * Opal Palmer Adisa Di questi tempi,
gran parte della musica R&B è ricca di tutti quei ritmi chiaramente
riconducibili al blues. Faith Evans può non essere considerata una cantante
di blues tradizionale, ma, certamente possiede tracce di quella melanconia che
riverbera nella sua possente e, allo stesso tempo, delicata voce sul suo nuovo
fantastico CD, FAITHFULLY. Ma, piuttosto che il suono della mestizia,
si tratta d’echi di vecchie ruggini che accennano un ritorno, allorché Faith
Evans schiude le sue labbra ed inizia a cantare. "La mia
interiorità si esprime al meglio solo attraverso la musica",
racconta la Evans. "Molte persone credono che io sia introversa,
docile e lunatica. Non mi sono mai sentita descritta come un personaggio
oscuro o avvolto da un alone di mistero. In realtà sono una persona che vive
in simbiosi con il suo mestiere. La mia mente è così incline alla musica,
che non potrei completamente esprimere me stessa se non fossi una cantautrice.
Serbo gelosamente tutte le emozioni nella mia mente e nel mio cuore fino a
quando posso tramutarle in canzoni. Tutti i sentimenti che provo diventano
musica". Senza dubbio, erano buoni i sentimenti che animavano lo
strepitoso album d’esordio di Faith Evans del 1995 – disco di platino - FAITH,
dove la cantante, forte della sua preparazione gospel, era nel pieno di un
periodo particolarmente felice della sua vita: giovane e pazzamente innamorata
del suo primo marito, il compianto rapper Notorious B.I.G.. Registrato proprio
nel periodo di maggiore intensità del rapporto amoroso della coppia (ben
presto sarebbero arrivati i problemi), FAITH era un’ode alla passione
sfrenata e al desiderio sessuale ("Soon As I Get Home", "You
Used to Love Me", "No Other Love"), ideale accompagnamento per
quei momenti intimi tra amanti, in una giornata di pioggia. "Nonostante
ci fossero canzoni sul mio primo album che parlavano di dolore e sofferenze,
c’erano soprattutto pezzi decisamente gioiosi, e questo perché in quel
periodo mi sentivo quasi svolazzare come una farfalla", ricorda la
cantante autrice e produttrice ventottenne, nata a Newark, New Jersey. "Ero
così felice ed innamorata, all’epoca…mi se tivo così perché B.I.G. mi
faceva sentire così, come una regina!" Credo che il segreto della
mia giovinezza risieda nelle avversità. * Miriam Makeba Sfortunatamente,
quei bei tempi hanno avuto vita breve. La Evans avvertiva che il suo talento
era messo sempre più in ombra dal fatto di essere la moglie di B.I.G., uno
dei più popolari rapper della storia. A complicare le cose, Faith, separatasi
da B.I.G., è stata, suo malgrado, trascinata nella famigerata ‘guerra’
tra i rapper della West Coast contro quelli dell’East Coast. Tutti questi
fattori, inevitabilmente, hanno influito sulla realizzazione del secondo
album, KEEP THE FAITH - 1998 – un disco sì forte, ma per la Evans
insoddisfacente. "La mia mente era offuscata da così tanti eventi
quando stavo realizzando l’album", spiega la Evans. Presa coscienza
della situazione attorno a KEEP THE FAITH, la Evans decise
d’allontanarsi dalle luci della ribalta per riflettere e concentrarsi sulla
crescita dei suoi tre figli: Chynah, 8 anni; Christopher Jordan, 5 e Joshua,
3. Si risposò, rinegoziò il suo contratto con la Bad Boy, e si trasferì dal
New Jersey ad Alpharetta, Georgia. "Dovevo necessariamente separare la
mia vita personale da quella professionale", riferisce oggi. "Dovevo
smettere di piangere sul latte versato e attivarmi per cambiare lo stato delle
cose. Mio marito mi è stato molto vicino ed aiutato in quest’evoluzione".
In quel periodo così cruciale, la Evans accettò di diventare la portavoce
nazionale della City Kids Foundation, una organizzazione con sede a New York
che promuove la stima di sé, la salute, e numerosi programmi volti a
risolvere i problemi dei giovanissimi dei quartieri più isolati. "Ho
scelto di dare il mio appoggio all’organizzazione non solo perché sono una
madre, ma anche perché adoro i bambini in genere e sento come un mio dovere
quello di proteggerli e preservare la loro innocenza", racconta la
Evans. Alla fine del 1999, Faith Evans e il marito/manager Todd Russaw - un
veterano dell’industria musicale -, iniziarono a gettare le basi per FAITHFULLY.
"Non volevo accostarmi al nuovo disco con lo spirito dei precedenti,
cioè attendere solo i pezzi che Puffy aveva preparato per me",
spiega Faith Evans. "Mio marito ed io abbiamo formato una vera e
propria squadra, lavorando sia a casa sia in studio. Entrambi abbiamo prodotto
il disco, insieme con Puff. Abbiamo iniziato a lavorare su FAITHFULLY per
conto nostro. Abbiamo registrato una decina di canzoni a Los Angeles, tra cui
il primo singolo, “You Gets No Love”. Poi siamo andati da Puff che ha
esclamato, ’Wow! Ragazza, tu fai sul serio! Voglio subito mettermi al lavoro
su questo materiale’. Penso che vedendo tutta la mia dedizione a questo
progetto, abbia preso a rispettarmi ancora di più come artista. Ci siamo
trasferiti poi a Miami per iniziare ’ufficialmente’ la registrazione
dell’album con Puff, e posso descrivere quell’esperienza come molto
piacevole". Il risultato è un eccezionale assortimento omogeneo di
sofisticate, sexy e trascinanti canzoni tinte di hip hop e groove R&B,
ballate e pezzi festosi. Certamente, FAITHFULLY non solo è il miglior album
di Faith Evans, ma è anche uno degli album più belli dell’anno. E’ una
serie senza sosta di canzoni vincenti che attirano a se’ l’attenzione, già
nel momento in cui schiacci PLAY e quella sensazione non t’abbandona mai.
"Do Your Time", è un pezzo soul alla maniera della vecchia
scuola, dove i riferimenti vagamente jazz, bene incorniciano la voce della
Evans che tramuta in canto una lettera ad un amico incarcerato,
incoraggiandolo ad essere forte ed assicurandolo che lei non lo abbandonerà
quando uscirà. Lei sfodera tutta la sua straordinaria abilità canora e le
sue acrobazie d’abile cantante jazz in "Where We Stand", un
numero di pregevole ritmica midtempo dove i bassi quasi sottolineano le
infinite possibilità offerte dal vero amore e accompagnano anche le più
piccole incertezze. "Love Can’t Hide", è una bellissima,
eterea canzone che accoglie la poesia nei testi della Evans sull’ardente
desiderio di riunirsi con un vecchio amore. Richiamando sia l’accattivante
maestria e il sound d’annata di "It’s Been A Long Time Coming"
di Sam Cooke, "Troubled World" è una ballata orchestrale, un
inno alla sopravvivenza, al superamento delle difficoltà e il trionfante
cammino verso la loro sconfitta. E dal punto di vista dei testi, la Evans dà
il meglio di sé in "Brand New Man", una luminosa ballata,
dove spicca il suo profondo rispetto dei valori, quando condanna un amante
infedele. Per noi donne, trasferire nelle parole le nostre speranze e desideri
è ancora qualcosa di magico e ribellioso, a dispetto di quanto possa sembrare
a qualcuno, come una cosa di poco conto. Avere la libertà d’esprimere le
nostre idee e i nostri pensieri, è un dono di cui molte donne in passato non
hanno potuto beneficiare (un privilegio a molte ancora oggi negato). * Jewelle
Gomez Più che in passato, il nuovo album di Faith Evans FAITHFULLY,
risente più marcatamente dell’influenza della musica hip-hop. "Don’t
Cry” per esempio, è costruita attorno al pezzo degli OutKast "Mainstream".
Allo stesso modo, "Heaven Only Knows", trae spunto da "Give Up
the Goods" dei Mobb Deep, ma sono "Alone In This World" e la
title track le più incisive canzoni hip hop del disco. “Alone In This
World”, utilizza il campione tratto da "Who Shot Ya", mentre
“Faithfully” riprende "Juicy" – entrambe di B.I.G. -. "Lo
considero un mio omaggio alla sua memoria. Un modo diverso per ricordarlo,
senza dirlo apertamente", spiega la Evans. Tutto considerato, Faith Evans
è più felice ora di quanto non lo sia stata in tutta la sua vita e questa
gioia risuona chiaramente tra le note di FAITHFULLY. "Ho messo tutta
me stessa in quest’album e ne sono pienamente soddisfatta…lo adoro",
racconta. "Con FAITHFULLY, ho creato un qualcosa di cui essere orgogliosa".
A proposito di trasformazioni: ho inciso ”Mutante”,
di Rita Lee e Roberto de Carvalho, proprio perché ammiro molto
l’abilità di Rita nel diventare una mutante eterna e meravigliosa. E’
ispirandomi alla sua figura e alla sua musica che mi definisco una donna
attiva, romantica e mutante. Essere così comporta attraversare dei rischi.
Senza rischiare, non puoi costruire dei momenti nuovi nel corso della tua
carriera. Voglio sottolineare l’immenso contributo dei produttori, dei
tecnici e dei musicisti, che, ispirati dalle mie idee e concezioni, hanno
unito strumenti acustici e suoni elettronici per trovare il mio stile. Per me,
fare arte vuol dire fare una proposta, offrire l’anima, creare e reinventare
te stessa in ogni canzone. A cura di BMG
Ricordi
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