
Proverbi del Mese
Chi va con lo zoppo impara a
zoppicare?
.
Limportante è partecipare.
Non per esser poco sportivi, di solito non facciamo falli di
mano, ma per stare in Rete, per fare la Rete, è necessario
vincere, e...vincere alla stragrande. Secondo taluni, per vincere
alla stragrande è necessario irretire i retaioli; sempre gli
stessi taluni sono palesemente più preoccupati dalle alleanze
strategiche a medio termine (pregevoli in qualsiasi consiglio
damministrazione ma nefaste sulla Net) che
dallelaborazione di contenuti e, soprattutto, di sostanza e
di occasioni da regalare ai naviganti. Che ci chiamino naviganti
perche si sta già disegnando una carta con le acque
territoriali? Del resto gli internettisti non sono deficienti, si
faranno forse distrarre, inizialmente, dai marchi e dai loghini
sparacchiati con forza in Home page o dallapertura forzata
dei Browser sulle solite due pagine "tra lor occupate in
singolar tenzone", ma dopo qualche ora di pesca risulta
chiaro che la Rete scivola e sguizza via dalla logica delle
alleanze, e che lunico collante non sono i contratti ma i
contenuti. Orsu Gnomizzisti non facciamoci trattare da
triglie!
Tra il dire e il fare ce di mezzo
il mare.
E il settimo giorno, invece di risposare, il Buon Dio
invento i convegni. E un giorno si e un giorno no, invece
di lavorare, il Buon uomo va ai convegni. Sparare sui convegni è
come sparare sulle ambulanze: non ce gusto, troppo facile!
Quello che non possiamo però esimerci dal sottolineare, e
dallammettere, è che mai, come ai convegni sulla
multimedialita, ci siamo divertiti così tanto. Scusandoci
per la necessaria generalizzazione, ci scusiamo giusto
perche salta sempre fuori il rombipalle che ti dice di non
fare di tutte le erbe un fascio, non ci è mai capitato di
beneficiare di un cosi gran numero di pinocchi tutti in una
volta. Ai convegni su internet si mente come si respira.
A parte le dichiarazioni sulle presenze, dove sembra di giocare a
tombola e ogni volta ci si aspetta, fremendo, che qualcuno si
alzi urlando ambo, cinquina , "77": le gambe di Bill
Gates o dicendo che ha finito i fagioli, ci sono altri tormentoni
convegnistici degni di nota.
Primo fra tutti le menate sul giovanilismo, della serie:
"Chi Internet mangia la pera". Stando agli interventi
degli oratori, sembra che internet sia popolato esclusivamente da
una folla baldanzosa di adolescenti graziati dallacne e
miracolati dallinformatica. Ma più si sta in Rete più ci
si rende conto che, a parte il brillante settore dei giochi,
giochini, e giochetti dove, per fisiologia del consumo, la
presenza dei fanciulli e significativa e auspicabile,
cè un popolo di internet (non osiamo dire di italiani
altrimenti ci tacciano di demagogia) che hanno da tempo superato
letà delle caramelle, un pubblico preparato e trasversale
che cerca opportunita per informarsi, occasioni per capire
meglio e per risolvere curiosità piu o meno profonde, più
o meno tecniche, più o meno culturali. Pescatori che, ne siamo
convinti, stanno tentando la strada per intervenire utilizzando
questo nuovo veicolo di opinione, di cultura e di prodotti,
persone che non vedono la Rete solo come una lenta e colorata
sala giochi.
Meritano poi il "Premio Silvan" le stime e le
proiezioni di utilizzo, le simulazioni per unItalia
internettata, le tabelle e lucidi che periodicamente ci vengono
generosamente elargiti con una lungimiranza paragnosta degna del
Mago di Arcella.
Ma non perdiamo la speranza! Abbandonando il riso agli spazi dei
coffee break, si sollecitano visioni realistiche e
sociologicamente "in Timing" di quanto e, soprattutto
di chi, si sta muovendo su internet. Già lEditoria si è
mossa con quindici anni di ritardo riguardo agli economici, e
questo solo perche' un arguto e intelligente editore
romano, a colpi di 60.000 copie per libro, ha dimostrato che se
è vero che "anche i ricchi piangono" è altrettanto
vero che anche i "poveri" leggono. La soap opera di
internet ha già i suoi attori e i suoi caratteristi: cercasi
produttori, registi, e sceneggiatori.
Per chiudere in certezza comunichiamo che, nello spazio di un
panettone, i gnomizzisti sono passati da 20.000 a più di 30.000
lo diciamo non perche vi si consideri, cari Netscafisti, un
popolo di pescatori cecati, ma per i soliti distratti.
Alla prossima Web!
La Redazione