INVECE
prima pagina
Periodico a vista .e. Cronaca in pista
Lettere Private in Luogo
Pubblico
Lettere e interventi fra
quanti scrivono su "INVECE"
![]()
![]()
LETTERA PER
BENITO CIARLO di Aldo pubblicata in I
Forum di Gnomiz![]()
LETTERA PER ALDO di Benito Ciarlo pubblicata in I
Forum di Gnomiz![]()
UNA LETTERA
(SOLTANTO PER ALDO)
di
Benito Ciarlo
Benito, nome anacronistico. Mio, mio malgrado. (Oramai, però, mi
ci sono affezionato). Pur non avendo un età correlabile
con il nome che porto, conosco alla perfezione la gravità di
unespressione come "inventarsi una notizia".
Pertanto, se proprio mi venisse la voglia di ingaggiar polemica
con qualcuno, accusandolo di essersi inventato una notizia
qualsiasi, lo farei esibendo le prove e smerdandolo senza pietà.
Nel nostro caso non era questa la mia intenzione e, anche se sono
davvero molto lontano dalla perfezione che altri hanno raggiunto,
credo che, rileggendo con attenzione le parole che ho usato "....se
per la Compagnoni, Aldo, sinventa lo
scaldaletto Benetton...", nel contesto di Grazie a Dio
cè il telecomando, ci sia poco spazio per gli
equivoci : si parla di "invenzione" intesa come
"trovata". Un complimento, insomma, che il destinatario
ha scambiato per ingiuria. Nessun colpo dato, quindi, e, INVECE,
un po di disappunto per quello ricevuto. Caro Aldo, il mio
limite sono i sinonimi o il suo è l immotivata
permalosità ? Per inciso, e non mi fraintenda, trovo
godibilissime le sue "giullarate" anche se, su
qualcuna, da matusa un po bacchettone, non sono in perfetta
sintonia col suo pensiero (Mica su quella delle tasse,
però !) Alla prossima, Benito. (Questa lettera di Benito Ciarlo
ha origine da uno scritto di Aldo "Una
lettera per tutti anche per Benito Ciarlo". Consigliamo di
leggere in: "I Forum di Gnomiz Il Gioco della
Parola, della Memoria e dell'Invenzione" un precedente intervento di Ciarlo "il
Piacere di Ricordare")
UNA LETTERA PER
BENITO CIARLO di Aldo
Gentile signor
Ciarlo,
Buongusto vorrebbe che la nostra conversazione fosse iniziata e
finisse nei nostri due fails e invece eccoci qui a scrivere
lettere da far leggere al pubblico all'insegna di "Tutto
quanto fa spettacolo" andando ad infoltire la schiera dei
ridicoli che vanno in tivu' a litigare a lanciarsi improperi, con
gli intellettuali del Maurizio Costanzo Scio' che pur di avere un
passaggio video si umiliano in litigi pieni di nulla.
Ma tant'e', siamo marionette in mano a persone che maneggiano i
media e ci usano per nascondere la loro ingordigia. E grazie al
Cielo, gli insulti e le grida le lasceremo agli altri. Innanzi
tutto le devo delle scuse e glie le faccio qui, subito, davanti a
tutti, cosi' ci togliamo il pensiero. Persone che si incontrano
in queste deserte calli elettroniche prendono abbagli, qualche
volta, non avendo a disposizione tutti i sensi di percezione. Che
dire di un uomo che si chiama Benito? Statisticamente e' nato nel
Regime da un padre entusiasta e un poco avventato che gli ha
fatto lo scherzo di un nome che lo faceva vergognare sui banchi
di scuola.
Poi i gli incontri e le pacche sulle spalle dai primi giovani con
idee diverse che dicevano "Duce" senza avere capito,
che cosa aveva portato i loro padri e dire "Duce".
Questa e' la statistica. Poi se sono cosi' vecchio da non aver
calcolato che c'e' una nuova generazione di Benito che si fa
avanti, accidenti, sono stato preso di sorpresa. Non creda che la
reazione a quell' "inventarsi le notizie" fosse la
permalosita'. Ho cominciato a scrivere qui, passando per caso.
Incantato da tanto sfavillio, io che inseguo da anni una libreria
dove comprarmi i libri che desidero. Io che ogni viaggio in
Italia e' un ritorno con cose
pesanti ed extra bagaglio, e pacchi di amici che mi raggiungono
dopo. Sono uscito di casa a diciannove anni per andare in
Germania a lavorare. L'emigrante. Arrivato a Francoforte sul
Meno, il primo giaciglio che mi
hanno fatto vedere, quando ho capito che sarebbe stato il posto
dove "io" avrei dormito, ho pianto per l'umiliazione.
Qualche anno dopo su un TEE che mi portava a lavorare a Ginevra,
senza un soldo in tasca ma con biglietto di prima classe e
supplemento e la cravatta nuova per far vedere a quei signori chi
ero, venni arrestato.
Sul treno. E tradotto in arresto al posto di Frontiera di Briga.
Era successo che una nuova legge sull'immigrazione imponeva ai
lavoratori che entravano in Svizzera di fare le analisi del
sangue, perche' forse temevano che entrassimo a impestargli le
loro vacche. Non quelle che hanno in montagna. Le altre.
Non dimentichero' mai gli sguardi della gente per bene che mi
guardava mentre attraversavo il vagone. Li ricordo tutti. Uno per
uno.
A Briga che da quella parte era scritto Brig mi ammassarono fuori
da un casotto di legno tipo casermetta militare dove dentro
facevano la visita di idoneita'. Ci misero in fila a petto
scoperto e avevo davanti la magrezza di un uomo ricurvo che aveva
un po' freddo. Allora non c'erano i pennarelli e i pacchi in
dogana si segnavano con
grosse matite di cera. Quella in mano a questa infermiera era
rossa e col rosso mi scrisse un otto sul palmo della mano e un
altro sulla spalla destra.
Una scena da Campo di concentramento, e per giunta quel BRIG la'
sul fondo in tedesco a chiamare un paese che credevo fosse mio. A
Francoforte abitavo a Nideraad, un borgo appena fuori, sede
dell'Universita' e quando avevo i turni favorevoli, mi infilavo
li' dentro e seguivo i corsi di lingue per stranieri. Fu per
questo che quando chiamai l'infermiera, che avevo udito parlare
Svizzero Tedesco, col mio tedesco fluente, venato da un poco
d'accento del Meno, si volto' come se fosse stata scoperta e
umiliata. Le chiesi, per favore se poteva farmi il piacere di
cancellarmi il numero a matita e invece di marchiarmelo a fuoco,
perche', dissi, quando lo avrei raccontato in Europa, anni dopo,
nessuno mi avrebbe creduto.
Le dico questo non per vantarmi, si sa i momenti terribili,
quando sono passati, si portano in giro come medaglie. No, glie
lo dico perche' lei capisca con chi sta conversando. Perche' uno
che scrive due noticine e le mostra a Grazia Colombo che apre un
sito apposito per mettere questa cosa debordante che sono le mie
parole, e intitola il sito "serva". E lui ringrazia e
continua a scrivere, le sembra che questo tipo sia permaloso?
Un bambino piuttosto, col naso incollato alla vetrina della
pasticceria, mentre dentro, i figli del pasticcere, ridono.
L'unica cosa che mi ha accompagnato in tutti questi anni e' stata
La Settimana Enigmistica, umile amica che e' sempre costata
cinquanta lire, anche adesso, perche' l'ho sempre pagata con
altre monete e non so quanto costa. Fedele amica nel cesso la
mattina dove mi aiuta a forzare la parte con cui ragiono piu'
bene. E libri, mai. Il Corriere, qualche volta e anche adesso,
d'inverno, giorni senza riceverlo. Ho cominciato a scrivere a
Novembre su un sito che aveva ed ha otto/dieci contatti al
giorno. Mi ha scritto il direttore di un quotidiano per gli
italiani all'estero e sono passato a ventimila contatti al
giorno. Faccio ridere, si congratulano, mi fanno i complimenti.
Mi hanno fottuto.
Perche' se tu li graffi e loro si complimentano vuol dire che hai
sbagliato tutto. E aumento il tiro fino alle reazioni sdegnate.
Solo allora mi calmo. La mia massima aspirazione, il mio
desiderio inappagato, e' che davanti ad alcune note scritte da
me, certa gente cada indietro, morta. Fulminata. Perche' quello
che a lei sembra il verso di un trombone, e' solo rabbia. Rabbia
pura. Purtroppo allo stato grezzo. Che non so convogliare.
Perche' se sapessi scrivere, userei il fioretto e non la
sciabola.
La ringrazio per l'attenzione.
UNA LETTERA PER
ALDO di Grazia Colombo
Caro Aldo,
mi stai forzando la mano. Mi metti nella condizione di dover
motivare, spiegare e giustificare cose e parole nate per gioco
molto tempo fa e non scelte per dolo o seguendo quel
"Pensiero da Editore" che ogni tanto ti fa incazzare.
"serva" e' una di queste parole. Prova a ricordare le
edicole italiane piene di riviste più o meno cazzonare che
riescono ad appiattire qualsiasi notizia, che riescono a fare
della pornografia non con il sesso ma con il linguaggio del
conformismo e del coro, le riviste che comunque e' impossibile
non leggere perche' si assomigliano tutte e prima o poi te ne
capita in mano qualcuna. Credevamo, e lo crediamo tutt'ora, che
fosse possibile fare diversamente, perche' se è vero che siamo
tutti scemi e ignobili, almeno cerchiamo di essere scemi e
ignobili in un altro modo. Se non fosse per Gigi (Granetto per la
Rete) che trattiene il mio dandolinismo imperante che mi fa
ridere anche sulle tombe, tutto il Sito avrebbe nomi molto più
equivocabili.
Quando nomino un file o una cartella, lavoro che faccio
solitamente ad ore improbabili ed annoiandomi profondamente, si
scatena il Magico Alverman o meglio SuperDandolina, allora la
zucca si trasforma in carrozza e gli stracci in rubini. Tre anni
fa, quando ancora avevo una segretaria e il rossetto sulle
labbra, volevo fare una rivista dal nome: "Il Corriere della
Serva" sottotitolo: "Voci di Portineria", adesso
non ho più un ufficio all'undicesimo piano, sono struccata ma il
nome "serva" è rimasto; dentro la "serva"
pero', comincia ad esserci quello che avrei voluto. La stessa
cosa vale per il nome "Gnomiz"; vorrei poterti dire che
ci sono diciotto significanti possibili, ma non e' vero; vorrei
poterti stupire con citazioni semiologiche del tipo: si chiama
gnomiz perche' viene dalla parola greca Gnome
(gamma+ni+omega+mi+eta) che significa: segno, facolta'
intellettiva, spirito, intelligenza, opinione e molto altro
ancora, ma, non e' cosi'. Gnomiz è Gnomiz e non so perche';
perche' lo dicevo al liceo, perche' lo grido ancora ridendo se
qualcuno sbaglia una parola, perche' e' inutile, privato e forse
disdicevole, ma chissenefrega. Caro Aldo, se mi vuoi uccidere,
uccidimi per amore e non per una parola.
LETTERA PER ALDO
SU GIANNI RIOTTA
di Massimo Zanigni
Mi chiamo Massimo Zanigni e sono l'amministratore della Italytour.com ho letto la sua lettera a Gianni Riotta
su "Affaritaliani". Quello che ha detto è sacrosanto e mi
dispiace molto vedere alcuni professionisti della comunicazione
(giornalisti, resp. palinsesti, linee editoriali, ecc) denigrare
e, nel migliore dei casi, ignorare il media più rivoluzionario
di questo fine millennio e, probabilmente, anche di una discreta
parte del prossimo. Noi siamo giovani e cerchiamo con tutte le
nostre energie di creare un qualcosa d'importante e duraturo per
il nostro paese, spero che a difendere questi sforzi ci siano
altre persone come lei. Spero anche che il web abbia sempre più
"lettori" in Italia tale da far sentire meglio le
nostre "vocine"... Ho visto il vostro sito e l'ho
trovato molto interessante e ricco di contenuti. Buon lavoro.
Distinti saluti Massimo Zanigni Milano
LETTERA PER ALDO di Nunzio Azzarà
E' la solita questione che, se ricordo bene, Cottafavi discuteva
su Comix, rispondendo in maniera esemplare. Io sono di sinistra,
appoggio il governo Prodi in larga parte delle decisioni. Però
se ascolto, come accade spesso, una battuta su un ministro di
questo esecutivo, se è divertente rido. Non vado certo a pensare
prima di ridere se la battuta è di destra o di sinistra, se è
bella rido. Va da sè che il pensiero di sinistra abbia sempre
espresso i comici migliori, ciò non giustifica una
etichettazione dell'umorismo. Grazie dell'attenzione spero di
aver contribuito al dibattito. Saluti
LETTERA PER ALDO di Vanda Mas
A me non importa un fico che tu sia di destra o di sinistra; oggi
o domani. E mi raccomando: niente suicidio. Manca di umore!!!
Continua come sei. A presto.
LETTERA PER ALDO di Sergio Scaglietti
Trovo i suoi commenti molto stimulanti, dato che abito all'estero
da molti anni e della politica burocratica Italiana ne comprendo
poco Utilizzo i commenti acennati ,come i fumetti per i
minorenni. Imparo lentamente, con il tempo forse potro'
distinguere meglio la differenza dalla destra/sinistra. cordiali
saluti dalla lontana Australia Sergio Scaglietti
LETTERA PER ALDO di Fabrizio
Ho trovato molto interessante il tuo intervento. Gradirei leggere
qualche tua mail sugli argomenti indicati su FVNetwork
LETTERA PER ALDO di Maurizio Saitta
Ma allora e` vero! E io che credevo Targi avesse inventato la
storia del corrispondente satirico a Corfu`... Mi dicevo,
figuriamoci se dei due esterni di Pianeta sono proprio in due a
vivere in Grecia! E invece si`. Satira della sorte. Quanto alla
definizione ed etichettatura di destra che chiedi accorato ai
lettori, non posso che presumere tu stia scherzando: nella
cartina politica italiana, e` evidente che tu sei a destra. E io
sono ancora piu` a destra e in basso: ad Atene.
LETTERA PER ALDO di Paolo Piccardi
Purtroppo destra e sinistra son due furbe invenzioni che servono
a confondere le idee ed aiutano chi ti vuole fregare a continuare
a farlo impunemente. Pace e bene
LETTERA PER ALDO di Massimo Ciocca
Ciao Aldo, qui tutto bene, e così spero anche a Corfù. Sei
sempre il solito matto! Un salutone a tutti, Carlina, Carlos ed
anche a quel pazzo maniaco di mio fratello. Un abbraccio Massimo
![]()
Indice Generale
NEXUS di Gnomiz
L'enciclopedia
di Gnomiz con i migliori siti in Rete
Granetto
Editore Milano 20154 Via Messina, 20 Tel. 02-3361.1517 e-mail: latoside@micronet.it