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SEXY-GATE, RIOTTA, GIORNALI E RICERCHE
Il Committee of Concerned Giornalists, un'associazione di reporter, direttori, editori e studiosi che ha sede a Washington e si dedica al comportamento dei media prevalentemente americani, ha commissionato alla Princeton Survey Research Associates, una ricerca sul modo di fare informazione di quotidiani periodici e televisioni in occasione del famigerato sexy-gate di Clinton. Ne e' uscito fuori che in tale occasione i media hanno capovolto la regola aurea del giornalismo, anteponendo le opinioni dei giornalisti al controllo delle fonti, e dando spazio al pettegolezzo piuttosto che ai fatti accaduti.
In particolar modo la CNN ma anche importanti organi di informazione quali il "New York Times" il "Los Angeles Times", il "Washington Post","Time" e "Newsweek" hanno visto tutti i loro servizi pubblicati o mandati in onda analizzati e disaggregati per ricavarne un'analisi sconfortante: Soltanto il 36 per cento delle notizie proveniva da fonti accertate (La minore percentuale spetta al Washington Post con solo il 16 % ). "Solo il due per cento dei servizi era basato su due o piu' fonti controllate, non anonime" Parte delle notizie era poi costituita dalle smentite alle notizie precedenti, come il testimone oculare degli incontri a quattr'occhi, fazzolettini rosa lasciati sui divani, il vestito sporco di sperma, rivelazioni basate su una singola fonte anonima generalmente definita: "Qualcuno con specifiche conoscenze circa quello che Monica dice dover essere accaduto". Infine il 21 % delle notizie riportate erano attribuite ad altri media. Il 18 % su pure opinioni dell'autore. Il 5 % un giudizio espresso dal giornalista che non lasciava spazio al contradditorio.
Conclusione dell'analisi: "Emerge una nuova cultura delle news che punta piu' a diffondere opinioni che a raccogliere informazioni" "Qualche volta i giornalisti si sono lasciati affascinare dai dettagli piccanti anche se non erano stati verificati" "Quattro articoli su dieci non erano basati su fatti ma offrivano opinioni dei giornalisti, congetture, giudizi" E mi fermo qui. Ma perche' vi scrivo questo? Perche' il Signor Gianni Riotta, in occasione del suo famoso articolo su Internet, approfittando della sua posizione predominante, non ha pubblicato la mia replica al suo intervento, mettendo a tacere una voce che gli diceva: "Guarda, Gianni, che hai preso un abbaglio". Ora che persino gli americani, ammettono che il Sexy-gate e' frutto del cattivo comportamento dei giornalisti e non certo a causa di qualche cane sciolto che pubblica anonimamente su Internet, forse e' chiaro che qualcuno ha preso un abbaglio e quel qualcuno non sono certo io.
P.S. (Espressamente per Gianni Riotta) Nella parte piu' calda della sua requisitoria, lei citava l'aver precorso i tempi di Internet e glie ne do' atto.
Sono andato a visitare il suo Golem. Ma lo sa che e' ben triste?

EUROPA, OH CARA
Senti come Omero descrive Corfu' la verde, Corfu' la bella, Senti come si presenta agli occhi di Ulisse appena naufragato:

"Grandi alberi rigogliosi vi crescono,
Peri e granati e meli con splendidi frutti,
Fichi dolcissimi e piante rigogliose d'ulivo.
I loro frutti non marciscono mai
ne' inverno ne' estate: E' perenne.
Sempre lo Zefiro gli uni fa' crescere
Gli altri matura soffiando…."

E Nausica fa nascondere Ulisse fino a sera, nel bosco vicino al palazzo coi pioppi e i cipressi…
E quando Penelope ordina ad Euriclea di portare il letto di Odisseo e lui si svela dicendo che cio' e impossibile, nessun uomo potrebbe farlo

…perche' v'e' un grande segreto
nel letto lavorato con arte: lo costruii io stesso
Nel recinto cresceva un ulivo con le foglie sottili
Rigoglioso e fiorente, grosso come una colonna
Intorno ad esso scolpii il mio talamo…

Questo per dirti che il verde perenne di Corfù, affonda le sue radici nelle parole di Omero ed oltre, se e' vero come e' vero che il Mito racconta che Cipresso altri non era che una Ninfa fuggente dal Satiro e che la Pallade Athena, di notte, trasformata in civetta, amava restare sull'ulivo, il suo prediletto. Non c'e' casa greca senza l'ulivo. Quando i Veneziani vennero su quest'isola posero sulla Porta della citta' l'insegna del Leone con la coda abbassata a sancire l'amicizia con una citta' presa senza spargimento di sangue. Ed ogni anno i veneziani contavano gli ulivi e davano ai proprietari un bisante per ogni ulivo vivo sul loro terreno, spingendo i Corfioti non solo a mantenere gli ulivi esistenti ma a piantarne di nuovi. Tu mi dirai, ma perche' ti sto dicendo tutto questo. Domenica scorsa sono andato a fare un giro attorno all'isola, cercando un angolo, nella campagna, dove non eravamo stati prima. L'isola adesso e' al massimo splendore perche' al verde eterno degli ulivi e dei cipressi, si aggiungono i colori degli agrumi che sugli stessi rami portano i frutti maturi e le nuove zagare. L'erba che e' cresciuta tutto l'inverno ha il colore dello smeraldo e fiori di campo colorano i bordi delle strade come solo nei quadri dipinti si vedono. Peccato che quando verremo invasi dai turisti, tutti questi colori saranno stati bruciati dal sole e dalla arsura d'estate. Ma trovo i contadini pensosi. E fumano e guardano lontano. E' da tempo che i cipressi muoiono di una strana malattia che viene dal nord. Un parassita fa seccare la pianta e la lascia li', secca, inutile, come i cattivi pensieri. E' un cancro dei cipressi che viene dal Continente, dicono. Dicono anche che il ventisette di questo mese ci sara' un simposio su quest'isola dove si decideranno le nuove strategie europee per l'agricoltura. Qualunque decisione venga presa a proposito del Mercato dell'olio, si sa gia' che secondo i canoni europei, le nostre olive non sono confacenti ai parametri delle olive del Mercato europeo. Sono troppo piccole, e le piante troppo alte, e troppo vecchie, secondo i parametri. E cosi' l'Europa, la grande, l'Europa delle promesse paghera' un tanto per ogni ulivo abbattuto. E un contributo verra' dato per la legna che si ricavera' e che verra' bruciata nei camini e non piu' ad essere lavorata da vecchie mani per ricavare ciotole o sculture di legno di olivo, le cose piu' pregiate di quest'isola. E cosi', grazie all'Europa dei parametri, gli ulivi che furono dei padri di questa Civilta', gli Ulivi a causa dei quali si combatterono guerre contro i Turchi, gli ulivi di Athena, di Ulisse, della Storia, verranno abbattuti in nome di una omologazione di cui non sentiamo la necessita' per avere un mercato fatto di olive piu' grosse ma che avra' dimenticato da dove quelle olive provenivano e quanto profonde erano le radici. E' questa l'Europa?

MEMENTO MORO
Lucidissimo articolo di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere dove dice due cose fondamentali. La prima con cui concordo e' che la storia del rapimento Moro la stanno scrivendo i brigatisti. A vent'anni dalla morte dello statista democristiano, solo gli assassini hanno detto e scritto e insinuato e smentito le varie teorie sul caso Moro. Lo Stato, le forze di polizia e la Magistratura da vent'anni su questa vicenda ci hanno abituato alla piu' misera reazione che le forze di un paese democratico abbiano mai dato in tutto il dopo guerra. Le forze dell'Ordine hanno dimostrato che, quando non possono agire facendo leva sullo sport nazionale italiano, cioe' la delazione, il tradimento e la lettera anonima, brancolano nel buio. E cosi' siamo ancora qui ad aspettare che gli assassini, tutti liberi, chi a stampare libri, chi a presenziare al Foro italico agli Open di Tennis, chi a rilasciare interviste, chi a rifarsi una vita altrove, ci dicano come sono ndate le cose. Aspettiamo. La seconda cosa che dice Galli della Loggia, e' che dietro le BR durante il rapimento, non c'era nessuno. Qui, purtroppo, non sono d'accordo. Rivediamo la scena: Tamponamento. Dal muretto con il salice piangente escono quelli del primo gruppo che spara, mentre altri scendono dalla prima auto e sparano alla scorta. Qualcuno -viene accertato nel processo Moro/ter,- e' dalla parte opposta e spara pure lui. Poi caricano Moro su un'auto mentre un'altra fa da scorta e fuggono. Fuggono anche due motociclette. Durata tre minuti. Minimo tredici persone. Ma signor Galli della Loggia, mi sa citare lei, nella storia d'Italia un'operazione militare compiuta dagli italiani cosi' perfetta, cosi' precisa, cosi rapida? Cosa le viene in mente, l'invasione della Grecia? I Pisacane? La Guerra del Golfo? Ma si ricorda che l'ultima missione in Albania ci si e' arenata l'Ammiraglia? Forse c'e' la rapina di via Osoppo ma erano in meno. E poi mi sa dire lei che necessita' c'era di vestirsi con la divisa di avieri? Non potrebbe essere che essendo due gruppi che sparavano, due gruppi che non si conoscevano, i primi, vedendo le divise non si sarebbero confusi, in caso di sparatoria con altri agenti di scorta? Frajese e gli altri giornalisti riportarono che per recarsi sul posto ci furono molte difficolta' perche' in incroci strategici, erano stati provocati tamponamenti che avevano bloccato il traffico caotico della mattina. Ecco, questo casino sicuramente fu causato dai brigatisti. Furono prese le targhe? I nomi? Vennero in seguito letti i verbali dei vigili urbani? Ricordo qui che per ben due volte le Forze dell'ordine arrivarono al covo delle BR. La prima volta in via Montalcini, bussarono ma dato che le BR non risposero, andarono via. La seconda volta, Romano Prodi disse che una Medium, durante una seduta spiritica gli aveva detto il nome Gradoli e tutti a Gradoli il paese non trovando un bel niente mentre in via Gradoli non ci ando' nessuno. Ma forse a nessuno interessava arrivare in tempo.

SCOPERTA L'ACQUA SULLA LUNA, E IN PUGLIA? Di Adriano Autino
Quando si assiste alle consuete litanie, circa la presunta insolubilità dei problemi del sottosviluppo del Meridione, e piu’ in generale del cosiddetto "Sud del Mondo", inevitabilmente seguite dall’ennesima riproposizione di soluzioni assistenziali (o, peggio, dell’indifferenza), e’ piu’ che comprensibile essere assaliti da una sensazione di rabbia sorda, per la perdurante mancanza di capacita’ analitica e di fantasia dei nostri governanti. Il caso italiano, poi e’ veramente paradossale: Meridione deve proprio continuare a far rima con disoccupazione? Vediamo alcuni dati di partenza, ed alcune considerazioni analitiche.Continua in Tecnologie di Frontiera

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