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Epistoesercizi 4

sto seguendo con il mio amico Filippetti, che come vi sarete accorti dal suo intervento su Alfieri, non è un grande ottimista, il vostro dibattito contro i verdi. A parte l'intervento di Simonelli che ci sembra decisamente fuori tema, non riusciamo proprio a capire dove vogliate andare a parare. Dopo tutti i disastri che sono riusciti a fare gli scienziati da una parte e gli ideologi rivoluzionari dall'altra, non vi passa per la testa l'idea che forse l'uomo deve inventarsi prospettive diverse? I libri e il vostro pensiero sono pieni di vecchie cose che non esistono più : razionalismo e irrazionalismo, cattivi padroni e popolo buono, potere e contropotere, il sessantotto dei nostri padri e la resistenza dei nostri nonni, guerre, odio, ignoranza diffusa, analfabetismo etc.Ma dove sono i libri e i pensieri nuovi che, con strumenti nuovi, affrontino i nostri problemi di persone vive nel 1997 ? Complimenti a Luigi Granetto per il suo Fingitor Cortese. , un testo abbastanza difficile per dei giovani come noi ma almeno un testo di contenuti e non di bla-bla-bla. Soro Gurrienti
Grazie per i complimenti ma lasciate perdere il pessimismo che è una delle idee più vecchie e imbecilli che ci siano mai state
Luigi Granetto


Non vorrei essere l'unica voce stonata dei vostri epistoesercizi, anche perchè sono abituata a cantare in un coro, ma essendo orgogliosa di essere un ecologista e una cattolica mi sento presa in giro da questo vostro dibattito sconclusionato che non tiene presente la realtà e i sentimenti degli uomini.Che l'uomo abbia bisogno della scienza, nessuno lo mette in dubbio, ma se la scienza non è gestita con criteri morali si rivolta contro l'uomo: la bomba atomica non è proprio la stessa cosa della scoperta della penicillina ! Ho letto nel sito Nautilus un articolo farneticante sull'identificazione da parte di alcuni scienziati californiani di una zona del cervello nella quale risiederebbe la facoltà di credere in Dio. Sarebbe questa la scienza che ci dovrebbe salvare? Arianna Serolli
L'articolo al quale fa riferimento Arianna Serolli lo potete leggere cliccando QUI, purtroppo non siamo ancora in grado di fornirvi l'URL relativa al comitato raccolta fondi per la legna del rogo sul quale verrà abbruciato il suo autore.Comunque abbiamo chiesto allo stesso autore che dirige la prestigiosa testata culturale Nautilus di fornirci la sua autodifesa :

Nautilus Gentile Luigi Granetto, ho visto la lettera. Rispondo volentieri: mi dispiace che l'articolo alla signorina non sia piaciuto, c'est la vie. Comunque io ho solo riportato la ricerca, caso mai è agli scienziati che ci si deve rivolgere per eventuali proteste. Ma sarebbe sbagliato lo stesso: come si legge nell'articolo hanno messo più volte le mani avanti dicendo che non vogliono certo spiegare la spiritualità o la religiosità in termini puramente biologici. Si sono limitati a osservare che è una certa area del cervello più stimolata da argomenti religiosi. Stop. Una domanda, piuttosto: ma il Papa non ha chiesto scusa di recente sugli errori della Chiesa con lo scienziato astronomo Galileo Galilei? saluti Alessandro Mognon

Tecnologie di Frontiera Caro Granetto, e gli altri partecipanti alla discussione,

Cercherò di farla corta, perché mi pare di aver già scritto anche troppo. Mi preme in primo luogo dichiararmi decisamente in disaccordo riguardo alla “maglia rosa” da lei assegnatami, in quanto campione delle fughe in avanti (sempre meglio che “intellettualmente immorale”, devo comunque ammettere). Non ritengo il pensiero neo umanista una fuga in avanti, anzi, secondo me (e pochi altri) siamo in pesante ritardo. Chi sarebbero, i realisti ed i migliori interpreti del nostro tempo, i Verdi? I sostenitori della filosofia del mondo come sistema chiuso, dai limiti invalicabili? Costoro ci stanno letteralmente scavando la fossa: lasciamoli pure lavorare tranquilli, mentre noi, arnesi vecchi e recenti, sessantottini e non, indulgiamo nel piacere della conversazione o ci trastulliamo con i salotti virtuali. E continuiamo pure anche nell’equivoco di tanti conservatori che si credono progressisti (istituzionali) e soffocano qualsiasi istanza innovatrice. Significa che, ancora una volta, idee realmente progressiste finiranno nelle grinfie dei conservatori (istituzionali), come e’ gia’ successo, nella storia, con regolare seguito di grande confusione e tragedia.
Non disdegno il buonumore, intendiamoci, ma che ci posso fare se mi sembra che ci sia, si’, da ridere, ma soprattutto della nostra coglioneria? E a cosa deve servire internet (o qualsiasi altro mezzo di comunicazione): a tenerci buoni in un ebete o intelligente ridacchiare mentre i manovratori ci portano dritti al suicidio della specie? Faceva questo anche la filosofia dei figli dei fiori, a suo tempo, lo fa anche oggi il nichilismo e lo fanno le droghe. Ancora una volta non sono d’accordo. Persino la religione sembra in via di emanciparsi dal ruolo di “oppio dei popoli”: non si sente davvero la mancanza di nuovi surrogati.
Quanto al tono del dibattito, personalmente mi sento molto più in sintonia con la serietà (per altro niente affatto seriosa) delle
trasmissioni di RAI 3 (radio) del pomeriggio, che con la rissosità Sgarbi-insultante o Costanzo-sbertucciante tanto di moda presso i vari talk show televisivi. A presto Adriano Autino
Se lei vuole rifondare un nuovo umanesimo accetti almeno da quello antico il motto "serio ludere". Diceva Spinoza: "l' ilarità non può avere eccesso ma è sempre buona. La malinconia invece è sempre cattiva." Detta cosi' sembrerebbe quasi una cazzata ma le assicuro che Spinoza era molto più serio di quelli di RAI 3.

Caro Professor Autino,
sono mancata solo dieci giorni da internet e, al mio ritorno, ho trovato di tutto.....
Ritengo che sia veramente splendido quello che tutti insieme siete riusciti a fare. Lei, Granetto e Simonelli non vi siete limitati ad essere su internet ma avete "Fatto Internet". "Fare internet" è stabilire relazioni, collegamenti, ponti e fili soprattutto fra le persone e quanto si portano appresso, idee, umorismo, errori cose geniali e luoghi comuni; "l’ipertestualità umana" è assolutamente più importante di quella tecnica, almeno a mio parere; se poi su qualche argomento ci si scontra o, piu’ prosaicamente, ci si incazza, questo è solo un di cui e, talvolta, anche un merito. L’importante, come sempre, è Pensare e, soprattutto, ostinarsi a farlo, obbligandosi alla doverosa fatica di occupare il vuoto di senso che ultimamente, non solo su internet, sta divorando le persone. Ho molto apprezzato il suo intervento che ho trovato di grande lucidata’, ho letto anche la sua ultima E-mail e le posso assicurare che io invidio quanti meritano la maglia rosa non fosse altro per quanto si
diceva a proposito del ciclismo: che fosse, fra tutti, lo sport piu’ puro, poetico e umano. Non so se si possano mandare saluti affettuosi tramite modem, ma io ci provo. A presto Grazia Colombo

Cara Dr.ssa Colombo, che piacere risentirla!
Ricevo il suo saluto affettuoso e mi ci scaldo il cuore, ma La prego, non mi dia del professore! La cosa mi lusinga, ma io non sono neppure laureato. Sono solo un perito industriale, sia pure della vecchia guardia. Mi capita di tanto in tanto, anche sul mio lavoro, di venire laureato sul campo, ma non sono di quelli che fanno finta di niente.
Non vorrei aver dato l'impressione, con i miei interventi, di un burbanzoso integralista con cui non si puo' scherzare ne' discutere. L'accusa di "immoralita' intellettuale" (peraltro poi ritirata da Simonelli) e di fare sostanzialmente del web_trash mi ha fatto un po' agitare. Tenga inoltre conto che tutte le correnti culturali nascenti devono per forza essere rigorose ed intransigenti, a costo di apparire a volte saccenti, ed il neo umanesimo non potra' fare eccezione, visto il calibro degli avversari che si ritrova. Ben vengano comunque le adesioni di persone con senso dell'umorismo maggiore del mio! Ciao Grazia, mi trovo molto vicino ed in sintonia con il tuo stile ed il tuo pensiero, e ricambio sia i saluti affettuosi che la stima (proponendoti di passare al tu).
Adriano

Umanesimo e Scienza Egr.dott.Granetto, prima di tutto voglio fare i complimenti a lei e ai suoi collaboratori per come riuscite a utilizzare le opportunità che l'ipertesto offre, sia per quanto riguarda l'impianto analogico interno all'Enciclopedia, sia per il lavoro di Architettura telematica che state pianificando con gli altri siti. Ieri sera, partendo dalla vostra nuova sezione "la Rete Forata", sono approdato a Golem, sito che non conoscevo, dove ho avuto il piacere di ritrovare vecchi e nuovi amici. Non essendo riuscito a capire come si fa a intervenire a quel Forum mando a lei il mio intervento.****** "...Concordo con la lucida analisi che Granetto propone. L'omologazione di civiltà un tempo diverse, il dissolversi dell'idea di nazione, la fine della classica opposizione umanesimo-scienza, dovrebbero suggerire all'uomo soluzioni innovative. Le scuole di Latino più frequentate sono le inglesi e le americane, gli interpreti più rigorosi della musica tedesca, canadesi, italiani, giapponesi, la cinematografia americana, utilizzando risorse umane e culturali internazionali, ha assorbito e migliorato le precedenti esperienze, la nuova figurazione irlandese continua la tradizione tonale italiana in maniera più convincente del nostro Anacronismo, persino le abitudini alimentari, da quelle asiatiche agli spaghetti, non sono più prerogativa di un solo popolo. Questo scenario, che sembra il sogno dello svedese Federico II, rende ineludibile un incontro ravvicinato con Minerva. Giustamente Granetto precisa che Minerva, nascendo dal cervello di Giove, non rappresenta né la ragione né la sapienza, ma solo il pensiero. A un uso del pensiero per scopi bellici, giustizialisti e di conservazione, è probabile che stia subentrando un uso che persegua altri fini: integrare e omologare razze diverse, pianificare un economia senza frontiere, conservare e sviluppare la memoria culturale di civiltà e popoli che non esisteranno più, compreso il nostro. Questo processo comporterà nuove paure, molto più terribili di quelle espresse dalla Winkler, soluzioni meno ingenue di quelle che escono dal garbo di Simonelli e dall'entusiasmo di Ciarlo. Verranno messe in discussione abitudini molto radicate: l'abitudine a scaricare le proprie responsabilità su un sistema di valori che non regge più, l'abitudine a condividere idee di riferimento come Dio-stato-famiglia, capitalismo-socialismo, sesso procreativo e sesso ludico, religione di stato e religione del cuore e, infine, la più temibile, l'abitudine di fidarsi di un centro che non esiste più. Se vogliamo dare una mano ai nostri connazionali insegnamogli a non fidarsi più dei luoghi comuni sulla fantasia, creatività, genialità delle italiche genti, insegnamogli che Minerva, pur non essendo una mamma, ha saputo proteggere Ulisse nella sua ricerca della verità."****
Dott. Pietro Farini

Caro Simonelli
mi sembra che il nostro sforzo di polifonia interattiva incominci a decollare. Le prime prove d'orchestra un po' felliniane sono solo un ricordo. Come sai, recentemente il discorso sulla modernità, si è ravvivato in seguito a un articolo della Winkler su Golem . In questi ultimi giorni, una lettera del dott.Farini ha ottenuto l'attenzione del letterato e polemista Ciarlo, molto noto ai lettori di Golem. Ho deciso di continuare la discussione sul tuo sito, con una risposta a
Ciarlo (http://www.simonel.com/conversare3.html) perchè gli interventi di Golem non utilizzano la facoltà ipertestuale che permette ai lettori di passare da un sito a un altro con un semplice clic. Luigi Granetto

Caro Ciarlo
non conosco personalmente Farini ma credo che, come me, non voglia avere quel tipo di "ragione" esemplificata in una frase come "...ho ragione io, disse, scaricandogli in testa una chiave inglese". La "ragione" non esiste, esiste invece il pensiero che, fra linguaggi onirici, schizofrenici, simbolici, empirici, pornografici ed evangelici, ogni tanto inventa l'esserci di Heidegger per farsi fraintendere dai nazisti. Farini, nel suo intervento, ha il merito di partire da una fenomenologia largamente prevedibile per sgombrare il campo dalle superate paure alla Orwell, alla Bocca o alla Bossi, e aiutare in tal modo la nostra discussione a centrare gli obiettivi. Probabilmente un pensiero organico a un' era di pace, sono figlio dei pesci cantava il mio amico Antonello Venditti, rivaluterà San Giovanni: l'uomo, privato di paure reali, tende a crearsene delle fittizie. E' risaputo, inoltre, che i pesci amano più il canto di Orfeo che la bilancia di Minerva: la sapienza poetica rifugge il pensiero dialettico dal tempo in cui Omero raccontava che le parole si dicono, e in un senso, e in un altro. Caro Ciarlo, se sei fatto per volare esci dal labirinto che, come Dedalo, ti sei costruito; noi tutti siamo bambini in pigiama alla ricerca di Peter Pan.
Luigi Granetto
La discussione "Umanesimo e Scienza" continua in Epistoesercizi 5

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