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Antonello Ruggieri

La Fontana Dei Bagni Misteriosi
di Giorgio De Chirico

    Giorgio De Chirico
   

  Giorgio De Chirico
PREMESSA .

La Fontana Bagni Misteriosi è una delle ultime opere di De Chirico, sicuramente la più importante tra le sculture dell’ultimo periodo anche se, forse, la meno conosciuta. E’ stata realizzata nel 1973 in occasione della mostra "Contatto Arte/Città" organizzata durante la quindicesima edizione della Triennale di Milano ed è tuttora visibile all’interno del parco Sempione, nella sua collocazione originale.

iorgio De Chirico
IL METODO

orgio De Ch
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Il primo intervento effettuato sulla Fontana è stato un rilievo nel dettaglio di tutte le sue parti, seguito da osservazioni analitiche: i primi passi per procedere all’interpretazione dell’opera.
Sono state eseguite schede di dettaglio dei singoli elementi che compongono l’intero gruppo scultoreo, con lo scopo principale di documentare l’esistente e di trovare un nesso, un ordito, che collegasse la forma, le misure e l’orientamento alle intuizioni interpretative che via via affioravano durante l’indagine. Successivamente il rilievo grafico è stato informatizzato con lo scopo di creare un modello virtuale tridimensionale delle sculture ancora in sito - mancano i due Bagnanti e il Pesce - sul quale lavorare; quest’ultima operazione si è rivelata particolarmente utile per effettuare misurazioni di tipo "planimetrico", "altimetrico" e "volumetrico", oltre che per la semplice elaborazione grafica dei rilievi originali.
Tutto il processo di comprensione dell’opera nasce, quindi, dalla coincidenza dei dati obiettivi - come il rilievo, le misurazioni, la descrizione della cosiddetta "tecnica di costruzione", la descrizione della composizione dei singoli elementi - con le deduzioni logiche messe successivamente a confronto con le intuizioni relative alla "poetica" dell’artista.
Per semplificare la descrizione dell’opera, riporteremo in questa sede esclusivamente i dati utili al discorso riferendoci, quando possibile, all’intero gruppo scultoreo così come appariva in origine. Oggi, infatti, a causa dell’incuria e del degrado provocato dagli agenti atmosferici non è possibile una fruizione integrale della Fontana; la pellicola pittorica, che ricopriva gran parte delle sculture, è stata quasi completamente dilavata dalla pioggia; sono stati ricoverati al coperto i due "Bagnanti" perché ritenuti le sculture più fragili; la formazione di ghiaccio nei mesi invernali provoca infatti lesioni evidenti nella pietra. 
Segnaliamo, a questo proposito, che è in corso un complesso progetto di restauro che si pone come obiettivo l’arresto del degrado e la tutela del monumento.
Per la realizzazione delle sculture l’autore ha scelto una "biocalcarenite di retro scogliera", la cosiddetta "pietra di Vicenza", un calcare particolarmente ricco di conchiglie fossili; proprio la presenza degli inclusi di origine marina si ritiene sia il motivo principale di questa preferenza, considerando l’attenzione prestata da de Chirico per tutto ciò che provenga dal mare.
Le sculture che compongono l’installazione sono quasi tutte contenute all’interno di una grande Vasca dalla forma sinuosa che si origina dalla Roccia e sembrano quasi tutte immerse nell’acqua metafisica dipinta sul fondo: una Cabina eretta su palafitte, una semisfera colorata a spicchi che rappresenta una Palla, due Bagnanti visibili dalla vita in su, un Cigno e un Trampolino, quest’ultimo è simile in tutto alle palafitte della Cabina. Gli unici elementi non a contatto con l’acqua metafisica sono il Pesce, posizionato sul bordo della Vasca e sospeso da terra, e "Il sole e la sua ombra" appeso sulla facciata nord della Triennale (le ultime due sculture furono rimosse dall’artista dopo l’innaugurazione della mostra).
Le relazioni con l’ambiente esterno sono forti e determinanti, così come risultano fondamentali gli orientamenti rispetto ai punti cardinali.
Forme, misure, relazioni, orientamenti e direzioni, sono dettagli che suggeriscono differenti punti di vista inquadrabili secondo alcuni "percorsi" formali e simbolici, segnati dalle singole sculture.
Da: La tecnica e l’antico, in Valori Plastici, 1921 – 1924 ..."Il profilo di un piede, tracciato da Douris o da Botticelli, non è il profilo d’un piede come lo possiamo vedere nella natura; è lo spettro d’un piede; è la parte demoniaca di quest’arto che l’artista classico ci rivela, segnandola per l’eternità sulla terracotta d’un vaso, sulla superficie d’una parete, o sulla tavola ingessata. Diremmo quasi che ogni aspetto della natura, ingannevolmente cangiante e passeggero, possiede, riguardo al mondo delle cose eterne, il suo particolare segno o simbolo, ed è appunto tale segno o simbolo, o, perlomeno, parte d’esso, che l’artista classico scopre."
iorgio De Chirico
UNO SGUARDO
A VOLO
D’UCCELLO
Osservando la Vasca dal palazzo della Triennale essa appare con la forma di uno stomaco adagiato sul prato verde: individuiamo a sinistra il canale del duodeno che termina con la Roccia; a destra, nella Cabina, trova la sua collocazione il cardias, la finestrella romboidale aperta sulla parete nord della Cabina stessa. 
Il fatto che il tutto sia contenuto nella forma avvolgente dello stomaco, l’organo principale della digestione, indica prima di tutto che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio organismo perfettamente funzionante e che ogni singola parte sembra avere un ruolo ed una precisa corrispondenza a simbologie radicate in profondità nella cultura classica. E’ proprio questa profondità che sconcerta l’osservatore, il passare dalle forme superficiali e giocose che compongono i Bagni Misteriosi, agli strati più profondi, legati ad antichi rimandi simbolici, senza essere mai certi di aver raggiunto il fondo, i riferimenti primi.
In secondo luogo ricordiamo che la "digestione" è la funzione somatica che sta alla base del processo vitale, della trasmutazione degli elementi vili (cibo) in elementi nobili (energia); una visione prettamente ermetica delle cose che si fonda sull’analogia fra l’universo (macrocosmo) e l’uomo (microcosmo).
Si propongono di seguito tre percorsi simbolici, segnati dalle sculture e dalle parti che le compongono.
iorgio De Chirico
LA LUCE 
VERSO 
LA MATERIA

La luce entra in relazione con le figure dell’organismo scultoreo attraversando la finestra romboidale presente sulla parete nord della Cabina. I due triangoli contrapposti che formano il rombo sono la base per la costruzione del Sigillo di Salomone, essi rappresentano rispettivamente il fuoco o la luce (triangolo col vertice in alto) e l’acqua (vertice in basso). Gli altri due elementi, l’aria e la terra, sono rappresentati rispettivamente dal lato superiore del secondo triangolo e da quello inferiore del primo.
La parete opposta alla finestra è occupata dalla porta semi aperta, con i due oblò simili ad occhi che guardano verso occidente e in direzione delle sculture più grandi, i due nuotatori e il Cigno .
La Cabina ha anche un altro importante riferimento simbolico, in perfetta sintonia con quanto detto, si tratta dell’athanor, la fornace alchemica all’interno della quale è preparato l’elisir. L’athanor, come la Cabina, è un’evocazione del corpo umano inteso come l’insieme delle facoltà psichiche. A questo proposito tornano alla mente alcuni dipinti dei Bagni Misteriosi, nei quali la Cabina è rappresentata nel momento in cui un personaggio entra o esce attraversando la botola; sono visibili però soltanto le gambe del personaggio che sembrano, pertanto, essere quelle della Cabina stessa: quest’ultima assume allora, improvvisamente, una forma antropomorfa con gli oblò al posto degli occhi.
Davanti alla Cabina, sul fondo della Vasca, è posata una semisfera colorata in tredici spicchi: la "Palla". Essa si presenta come lo spettro dei colori, ma è anche un simbolo solare per la presenza dei raggi, inoltre la sua forma a cupola potrebbe riferirsi al mondo (la base circolare) e al cielo (la cupola).
Dalla finestra ha quindi origine il viaggio della luce, della visione, del guardante, attraverso le sculture dipinte: prima il Pesce e il primo nuotatore diretti verso occidente, poi il secondo nuotatore che muove verso oriente seguito dal Cigno, infine tutto il gruppo, fronteggiando il Palazzo della Triennale, si rivolge verso il sole metafisico, collocato dall’autore sul museo.
La conclusione del primo percorso, che ha come filo conduttore la luce, è nella negazione di quest’ultima. Nell’organismo scultoreo, il luogo dove la luce non penetra è la Roccia , in essa esiste un foro profondo che attraversa la scultura internamente, in diagonale, per finire sotto terra, nell’oscurità, nella materia (purtroppo il foro oggi è difficilmente visibile a causa di interventi posteriori relativi ad un impianto idraulico per l’adduzione dell’acqua all’interno della Vasca). Esternamente la Roccia ha la forma di una montagna, sembra la realizzazione tridimensionale di un dipinto di Giotto, sulla faccia rivolta verso la Vasca è accennata una forma arcuata che rappresenta la sorgente dell’acqua metafisica, sul lato opposto, a nord, il foro largo circa 20 cm e profondo 120, è come un buco nero, diametralmente opposto alla finestra romboidale della Cabina, opposto ad essa anche nel suo significato.
La Roccia è la scultura dove "muore" la luce ma dove ha origine l’acqua metafisica, è infatti dalla Roccia che inizia il secondo percorso. E’ interessante notare che la contrapposizione dei due elementi, fuoco (o luce) e acqua, presente all’inizio del percorso, si ritrova alla fine del percorso dove, però, l’elemento freddo ha il sopravvento su quello caldo.
A proposito dell’acqua, è necessaria una piccola precisazione: quella che comunemente viene identificata come la rappresentazione che de Chirico fa dell’acqua, nelle pitture metafisiche dei Bagni Misteriosi, e che viene collegata semplicemente all’aneddoto del parquet, nel quale si specchiavano le figure della stanza, è da noi interpretata, come il bisogno di distinguere pittoricamente un’acqua dall’altra e in particolare l’acqua biologica da quella metafisica. 
L’esigenza di stabilire la differenza tra le due versioni dell’elemento umido e quindi di trovare il modo di rappresentarlo diversamente, è ancora più evidente se scorriamo con la memoria quei dipinti metafisici nei quali le due acque compaiono contemporaneamente. Non a caso de Chirico sceglie di rappresentare l’acqua metafisica in modo organizzato, secondo una logica, mentre per contro quella biologica è sempre più caotica e imprevedibile, e forse non è un caso nemmeno il fatto che l’acqua metafisica risulti sempre vibrare in virtù del suo effetto ottico. L’acqua metafisica per de Chirico è molto più vicina al mercurio che non all’acqua dei mari e dei laghi e, similmente al mercurio, essa è sia solida come metallo che liquida e gassosa come l’acqua. Ovviamente l’analogia rimanda ad un’altro Mercurio che probabilmente indica proprio lo spirito metafisico, come si evince dai testi che riportano la tradizione ermetica.
L’acqua metafisica, generata dalla Roccia, forma la Vasca.
Dalla Roccia sgorga l’acqua metafisica che segue un andamento opposto a quello della luce e nel suo fluire forma lo "stomaco" contenitore.
Vediamo come.

Continua

Giorgio De Chirico
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