| IL METODO
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Il primo intervento effettuato sulla Fontana è stato un
rilievo nel dettaglio di tutte le sue parti, seguito da osservazioni analitiche:
i primi passi per procedere all’interpretazione dell’opera.
Sono state eseguite schede di dettaglio dei singoli elementi
che compongono l’intero gruppo scultoreo, con lo scopo principale di
documentare l’esistente e di trovare un nesso, un ordito, che collegasse la
forma, le misure e l’orientamento alle intuizioni interpretative che via via
affioravano durante l’indagine. Successivamente il rilievo grafico è stato
informatizzato con lo scopo di creare un modello virtuale tridimensionale delle
sculture ancora in sito - mancano i due Bagnanti e il Pesce - sul quale
lavorare; quest’ultima operazione si è rivelata particolarmente utile per
effettuare misurazioni di tipo "planimetrico", "altimetrico"
e "volumetrico", oltre che per la semplice elaborazione grafica dei
rilievi originali.
Tutto il processo di comprensione dell’opera nasce, quindi,
dalla coincidenza dei dati obiettivi - come il rilievo, le misurazioni, la
descrizione della cosiddetta "tecnica di costruzione", la descrizione
della composizione dei singoli elementi - con le deduzioni logiche messe
successivamente a confronto con le intuizioni relative alla "poetica"
dell’artista.
Per semplificare la descrizione dell’opera, riporteremo in
questa sede esclusivamente i dati utili al discorso riferendoci, quando
possibile, all’intero gruppo scultoreo così come appariva in origine. Oggi,
infatti, a causa dell’incuria e del degrado provocato dagli agenti atmosferici
non è possibile una fruizione integrale della Fontana; la pellicola pittorica,
che ricopriva gran parte delle sculture, è stata quasi completamente dilavata
dalla pioggia; sono stati ricoverati al coperto i due "Bagnanti"
perché ritenuti le sculture più fragili; la formazione di ghiaccio nei mesi
invernali provoca infatti lesioni evidenti nella pietra.
Segnaliamo, a questo proposito, che è in corso un complesso
progetto di restauro che si pone come obiettivo l’arresto del degrado e la
tutela del monumento.
Per la realizzazione delle sculture l’autore ha scelto una
"biocalcarenite di retro scogliera", la cosiddetta "pietra di
Vicenza", un calcare particolarmente ricco di conchiglie fossili; proprio
la presenza degli inclusi di origine marina si ritiene sia il motivo principale
di questa preferenza, considerando l’attenzione prestata da de Chirico per
tutto ciò che provenga dal mare.
Le sculture che compongono l’installazione sono quasi tutte
contenute all’interno di una grande Vasca dalla forma sinuosa che si origina
dalla Roccia e sembrano quasi tutte immerse nell’acqua metafisica dipinta sul
fondo: una Cabina eretta su palafitte, una semisfera colorata a spicchi che
rappresenta una Palla, due Bagnanti visibili dalla vita in su, un Cigno e un
Trampolino, quest’ultimo è simile in tutto alle palafitte della Cabina. Gli
unici elementi non a contatto con l’acqua metafisica sono il Pesce,
posizionato sul bordo della Vasca e sospeso da terra, e "Il sole e la sua
ombra" appeso sulla facciata nord della Triennale (le ultime due sculture
furono rimosse dall’artista dopo l’innaugurazione della mostra).
Le relazioni con l’ambiente esterno sono forti e
determinanti, così come risultano fondamentali gli orientamenti rispetto ai
punti cardinali.
Forme, misure, relazioni, orientamenti e direzioni, sono
dettagli che suggeriscono differenti punti di vista inquadrabili secondo alcuni
"percorsi" formali e simbolici, segnati dalle singole sculture.
Da: La tecnica e l’antico, in Valori Plastici, 1921 –
1924 ..."Il profilo di un piede, tracciato da Douris o da Botticelli, non
è il profilo d’un piede come lo possiamo vedere nella natura; è lo spettro d’un
piede; è la parte demoniaca di quest’arto che l’artista classico ci rivela,
segnandola per l’eternità sulla terracotta d’un vaso, sulla superficie d’una
parete, o sulla tavola ingessata. Diremmo quasi che ogni aspetto della natura,
ingannevolmente cangiante e passeggero, possiede, riguardo al mondo delle cose
eterne, il suo particolare segno o simbolo, ed è appunto tale segno o simbolo,
o, perlomeno, parte d’esso, che l’artista classico scopre." |
LA LUCE
VERSO
LA MATERIA |
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La luce entra in relazione con le figure dell’organismo
scultoreo attraversando la finestra romboidale presente sulla parete nord della
Cabina. I due triangoli contrapposti che formano il rombo sono la base per la
costruzione del Sigillo di Salomone, essi rappresentano rispettivamente il fuoco
o la luce (triangolo col vertice in alto) e l’acqua (vertice in basso). Gli
altri due elementi, l’aria e la terra, sono rappresentati rispettivamente dal
lato superiore del secondo triangolo e da quello inferiore del primo.
La parete opposta alla finestra è occupata dalla porta semi
aperta, con i due oblò simili ad occhi che guardano verso occidente e in
direzione delle sculture più grandi, i due nuotatori e il Cigno .
La Cabina ha anche un altro importante riferimento simbolico,
in perfetta sintonia con quanto detto, si tratta dell’athanor, la
fornace alchemica all’interno della quale è preparato l’elisir. L’athanor,
come la Cabina, è un’evocazione del corpo umano inteso come l’insieme delle
facoltà psichiche. A questo proposito tornano alla mente alcuni dipinti dei
Bagni Misteriosi, nei quali la Cabina è rappresentata nel momento in cui un
personaggio entra o esce attraversando la botola; sono visibili però soltanto
le gambe del personaggio che sembrano, pertanto, essere quelle della Cabina
stessa: quest’ultima assume allora, improvvisamente, una forma antropomorfa
con gli oblò al posto degli occhi.
Davanti alla Cabina, sul fondo della Vasca, è posata una
semisfera colorata in tredici spicchi: la "Palla". Essa si presenta
come lo spettro dei colori, ma è anche un simbolo solare per la presenza dei
raggi, inoltre la sua forma a cupola potrebbe riferirsi al mondo (la base
circolare) e al cielo (la cupola).
Dalla finestra ha quindi origine il viaggio della luce, della
visione, del guardante, attraverso le sculture dipinte: prima il Pesce e il
primo nuotatore diretti verso occidente, poi il secondo nuotatore che muove
verso oriente seguito dal Cigno, infine tutto il gruppo, fronteggiando il
Palazzo della Triennale, si rivolge verso il sole metafisico, collocato dall’autore
sul museo.
La conclusione del primo percorso, che ha come filo
conduttore la luce, è nella negazione di quest’ultima. Nell’organismo
scultoreo, il luogo dove la luce non penetra è la Roccia , in essa esiste un
foro profondo che attraversa la scultura internamente, in diagonale, per finire
sotto terra, nell’oscurità, nella materia (purtroppo il foro oggi è
difficilmente visibile a causa di interventi posteriori relativi ad un impianto
idraulico per l’adduzione dell’acqua all’interno della Vasca).
Esternamente la Roccia ha la forma di una montagna, sembra la realizzazione
tridimensionale di un dipinto di Giotto, sulla faccia rivolta verso la Vasca è
accennata una forma arcuata che rappresenta la sorgente dell’acqua metafisica,
sul lato opposto, a nord, il foro largo circa 20 cm e profondo 120, è come un
buco nero, diametralmente opposto alla finestra romboidale della Cabina, opposto
ad essa anche nel suo significato.
La Roccia è la scultura dove "muore" la luce ma
dove ha origine l’acqua metafisica, è infatti dalla Roccia che inizia il
secondo percorso. E’ interessante notare che la contrapposizione dei due
elementi, fuoco (o luce) e acqua, presente all’inizio del percorso, si ritrova
alla fine del percorso dove, però, l’elemento freddo ha il sopravvento su
quello caldo.
A proposito dell’acqua, è necessaria una piccola
precisazione: quella che comunemente viene identificata come la rappresentazione
che de Chirico fa dell’acqua, nelle pitture metafisiche dei Bagni Misteriosi,
e che viene collegata semplicemente all’aneddoto del parquet, nel quale si
specchiavano le figure della stanza, è da noi interpretata, come il bisogno di
distinguere pittoricamente un’acqua dall’altra e in particolare l’acqua
biologica da quella metafisica.
L’esigenza di stabilire la differenza tra le due versioni
dell’elemento umido e quindi di trovare il modo di rappresentarlo
diversamente, è ancora più evidente se scorriamo con la memoria quei dipinti
metafisici nei quali le due acque compaiono contemporaneamente. Non a caso de
Chirico sceglie di rappresentare l’acqua metafisica in modo organizzato,
secondo una logica, mentre per contro quella biologica è sempre più caotica e
imprevedibile, e forse non è un caso nemmeno il fatto che l’acqua metafisica
risulti sempre vibrare in virtù del suo effetto ottico. L’acqua metafisica
per de Chirico è molto più vicina al mercurio che non all’acqua dei mari e
dei laghi e, similmente al mercurio, essa è sia solida come metallo che liquida
e gassosa come l’acqua. Ovviamente l’analogia rimanda ad un’altro
Mercurio che probabilmente indica proprio lo spirito metafisico, come si evince
dai testi che riportano la tradizione ermetica.
L’acqua metafisica, generata dalla Roccia, forma la Vasca.
Dalla Roccia sgorga l’acqua metafisica che segue un
andamento opposto a quello della luce e nel suo fluire forma lo
"stomaco" contenitore.
Vediamo come.
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