LA LUCE
VERSO
LA MATERIA |
La forma complessiva della Vasca può essere descritta
osservandone il contorno oppure scomponendola in forme geometriche più
semplici.
Tenteremo la descrizione a partire dal contorno: esso si
sviluppa secondo una linea sinuosa, formata da un numero elevatissimo di archi
differenti tra loro e in successione, che ha l’origine nella parete
meridionale della Roccia, quella corrispondente alla sorgente.
Le due estremità della linea, fronteggiandosi, procedono nel
loro sviluppo sul piano orizzontale: allontanandosi e riavvicinandosi esse
circoscrivono forme avvolgenti seguendo un andamento quasi sempre simmetrico,
una simmetria naturale e quindi non esattamente speculare. Le forme che il
contorno via via delimita sono sempre riferibili alla geometria dell’ovale,
fatta eccezione per un breve tratto a forma di "esse".
Il primo ovale formato dai due capi del contorno, in
contiguità con la parete della sorgente metafisica, è di dimensioni molto
ridotte, misura m 1.57 x 1.10; in successione si sviluppa un canale a
"esse", largo circa cm 40 e lungo 210, che sposta l’andamento
complessivo della forma verso oriente in un grande ovale di m 8 x 7.90 circa. Le
due linee si allontanano ancora per formare un nuovo ovale, questa volta più
lungo e più stretto del precedente, misura m 6.50 x 9.75, che sfocia nel
successivo, molto più piccolo, m 5.75 x 4.85. L’ultimo ovale generato dalla
linea sinuosa è quello che si chiude intorno alla Cabina, esso misura 5.25 x
4.05 metri.
Si è preferito descrivere il profilo della Vasca a partire
dalla Roccia e seguendo il fluire dell’acqua metafisica perché, guardando la
forma nel suo insieme, si ha l’impressione che sia generata proprio da quel
punto; che da quel punto un organo, seguendo un ritmo cadenzato, aprendosi e
chiudendosi, abbia formato una membrana avvolgente e protettiva, dove possano
trovare spazio le sculture, le pitture e le architetture.
L’altro elemento che indica il senso di scorrimento dell’acqua,
ma soprattutto che dichiara di che acqua si tratti è il "Cigno"col
suo orientamento. In realtà l’animale si presenta come un incrocio tra Cigno e pavone. Nel bestiario ermetico il Cigno bianco simboleggia la pietra
filosofale, mentre il pavone ne è l’aspetto polimorfo, sono animali associati
sempre all’elemento umido, anche se spesso rappresentati in volo.
Nell’acqua sono immersi altri importanti personaggi:
i Bagnanti, le due figure maschili rappresentate dalla vita in sù.
La prima figura, orientata verso est, ha il volto ruotato
leggermente verso sud est, essa sembra accennare ad una bracciata ma il fatto
che il busto emerga interamente dall’acqua attribuisce al movimento una certa
solennità, possiamo a questo proposito confrontare il gesto del nuotare
figurato da de Chirico nei dipinti. I nuotatori risultano, in quel caso, ben
immersi nell’acqua, in un atteggiamento più naturale e corrispondente all’azione
rappresentata.
La seconda figura ha le braccia adiacenti al tronco e le mani
immerse nell’acqua, questa guarda verso la prima ed è orientata in senso
opposto. I Bagnanti sono realizzati in pietra dipinta e hanno la pelle scura, il
primo ha una capigliatura a riccioli neri mentre il secondo è biondo, le
sculture si raccordano con l’acqua metafisica mediante uno zoccolo
caratterizzato con le stesse onde stilizzate e rese a rilievo.
E’ interessante notare la sproporzione esistente tra i
Bagnanti e le costruzioni architettoniche presenti nella Fontana, una
sproporzione che coinvolge anche il Pesce, ma è altresì importante
sottolineare come invece le misure della Cabina e del Trampolino corrispondono a
quelle dell’uomo, del guardante, che sembra quasi invitato a percorrerne
virtualmente gli spazi fisici e forse a mettersi in rapporto con le figure
scolpite che in confronto risultano ciclopiche.
Lo scarto di scala, assente nelle rappresentazioni pittoriche
dei "Bagni Misteriosi", è un particolare al quale possiamo tentare di
attribuire un senso. Probabilmente i due personaggi appartengono ad una dimensione
differente, la loro postura quasi ieratica suggerisce la possibilità di
associarli ad un ambito sacrale più che a semplici nuotatori.
I personaggi della Fontana sembrano passare in un’acqua che
li bagna solo sino alla vita, anzi meno, così come prevedeva l’antico rito
cristiano del battesimo, durante il quale il passaggio nell’acqua del fonte
battesimale indicava metaforicamente la traversata del Mar Rosso e,
simbolicamente, la purificazione dell’anima e l’iniziazione ai misteri della
spiritualità cristiana. Queste analogie suggeriscono di accostare le due figure
ai battezzandi piuttosto che a semplici Bagnanti, soprattutto se consideriamo l’aspetto
simbolico legato all’immagine della roccia dalla quale sgorga l’acqua,
immagine che la tradizione cristiana vede come il Cristo che disseta i
credenti, un concetto ben espresso sia nel Nuovo che nell’antico Testamento
dove la roccia con la sorgente viene largamente usata.
L’ultimo elemento appartenente al percorso dell’acqua è
il Pesce, una scultura in pietra dipinta della quale possiamo dare poche
informazioni in quanto non più visibile. De Chirico decise infatti di
spostarla, subito dopo l’innaugurazione della mostra, insieme al Sole di
metallo situato sul palazzo della Triennale.
Mentre "Il sole e la sua ombra" risulta conservato
presso la ditta vicentina che realizzò le sculture, il Pesce sembra disperso e
quindi, per il momento, è possibile una sua descrizione basata solo sull’osservazione
delle fotografie scattate all’epoca. In quelle immagini il Pesce è visibile
all’estremità est della Fontana, ma fuori dal bordo, sembra addirittura
sospeso ad una certa altezza dal prato erboso, lo vediamo poi in altre
fotografie, ed in particolare in una che ritrae de Chirico con il conte Paolo
Marzotto negli spazi dell’Industria Marmi Vicentini, dalla quale sembra di
poter stabilire, per confronto con le figure umane, una lunghezza pari a due
metri per un’altezza di circa 70 cm. I colori, visibili nelle fotografie a
colori dell’installazione, sono gli stessi di quelli usati per il Cigno e
risultano disposti allo stesso modo: bande orizzontali che percorrono la
scultura in tutta la sua lunghezza, in basso, una fascia rossa parte dalla
bocca, copre la pancia e termina nella parte bassa della coda; al centro la
fascia è celeste e va dall’occhio alla zona mediana della coda e, in alto, in
corrispondenza della pinna dorsale, la fascia è gialla.
Dei molteplici aspetti relativi al simbolismo del Pesce,
possiamo accennare a quello appartenente alla tradizione cristiana, dove il
Pesce, che porta in salvo l’arca durante il diluvio universale, è l’immagine
del Cristo sostenitore della sua Chiesa.
De Chirico, collocando il Pesce all’estremità est della
Vasca, esternamente ad essa col muso puntato verso occidente in direzione del
bordo, sembra capovolgere il significato della Fontana che, da contenitore d’acqua,
è trasformata in barca nel mare; ma non dobbiamo dimenticare che l’acqua
metafisica è altra cosa, diversa da quella caotica dei flutti marini dai quali
l’arca deve difendersi, ed è forse proprio in questa differenza che risiede
la chiave di lettura: forse l’autore intende mettere in salvo l’arte
metafisica dal pericolo del mare in tempesta, il caos dell’astrattismo,
come spesso dichiara nei suoi lucidissimi scritti.
I due percorsi appena accennati si rivelano quindi opposti e
contrari: il primo, quello della luce, segue l’andamento del sole, ha origine
da est per dirigersi, in direzione curva verso sud, concludendo ad ovest. Il
secondo, quello dell’acqua, procede in senso inverso, da ovest verso est, ma
le due forze contrarie in questo caso non si annullano: esse danno origine ad
una terza traiettoria, quella verso l’alto.
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DAL
TRAMPOLINO
VERSO
LO SPAZIO |
Il Trampolino, identico in quanto a forma e orientamento alla
base di sostegno per la Cabina, è realizzato anch’esso in pietra e cemento
armato con alcune inserzioni in metallo. E’ composto da una piattaforma
circolare, sostenuta da sette pilastri e provvista di botola centrale quadrata
alla quale è innestata una scaletta, con i montanti posati sul fondo della
Vasca. Sul pavimento della piattaforma sono fissati otto paletti in ferro,
collegati tra loro da tubolari, che costituiscono una piccola recinzione aperta
verso nord.
La piattaforma misura 2 m di diametro e ha uno spessore di 10
cm circa. Essa è costituita da più blocchi di pietra incollati tra loro (o
forse è cemento che imita volutamente la pietra) e sostenuti da una struttura
in ferro visibile solo sulla faccia inferiore. La superficie superiore della
piattaforma è scanalata in modo tale da simulare un assito di legno. Al centro
si apre una botola quadrata, orientata est/ovest, che di lato misura 60 cm.
I sette pilastri di sostegno, a base quadrata di 20 cm di
lato, sono fondati nel pavimento della Vasca dal quale emergono per 125 cm
circa. Essi sono orientati con i lati delle basi a raggiera rispetto il centro
della piattaforma ed hanno gli spigoli smussati con tacche ondulate a distanze
regolari.
Una scala a quattro pioli, squadrata nella forma, è
innestata alla botola. Essa è larga 59 cm ed alta 152, termina a filo col
pavimento della piattaforma ed è orientata est/ovest con la base a est.
Sul pavimento della piattaforma è presente una recinzione,
costituita da otto paletti di tubolare in ferro, equidistanti tra loro e
sormontati da sfere con i poli leggermente schiacciati. I paletti sono collegati
da due file di tubolari curvi che rappresentano le corde. L’altezza
complessiva della recinzione è di 90 cm.
Abbiamo visto che il Trampolino e la base della Cabina sono
due costruzioni identiche, eppure, osservandole proviamo sensazioni contrarie.
Nella prima, ad eccezione del lieve movimento rotatorio della
porta, la forma è pressoché "statica": notiamo una serie di
relazioni tra l’ingresso della luce dalla finestra e lo sguardo verso il sole
situato sul palazzo della Triennale, tra l’accesso all’interno della Cabina
suggerito dalla presenza della scala, e l’aspetto antropomorfo della Cabina
stessa, ma tutto "galleggia" a qualche metro da terra, ad un livello
ancora "umano".
Nel Trampolino succede qualcosa di sostanziale: la scomparsa
della Cabina.
In questo caso la recinzione non avvolge più un volume pieno
e articolato come quello architettonico, non è funzionale a qualcos’altro ma
si sviluppa in primo luogo intorno allo spazio vuoto sottolineato dalla botola e
poi, proiettando i paletti verso l’alto, indica lo spazio infinito del cielo
ed aprendosi verso nord, di fronte alla "sorgente", punta l’attenzione
verso una direzione precisa: quella da dove ha origine l’acqua metafisica.
La mancanza della Cabina nel Trampolino mette in evidenza un
elemento importante, anch’esso connotato simbolicamente che, nella prima
scultura, può passare inosservato: è la scala, un simbolo "assiale"
legato al movimento ascendente e discendente che si effettua sull’Asse dell’Universo.
Secondo la tradizione ermetica, i montanti verticali della scala corrispondono
alla dualità dell’Albero della Scienza, mentre i pioli sono gli stati
superiori dell’essere, rappresentati, nel simbolismo biblico della scala di
Giacobbe, dagli angeli che salgono e scendono. A questo proposito si sottolinea
il fatto che i sette pilastri del Trampolino, ruotando intorno al centro della
costruzione, rafforzano ulteriormente l’asse al quale la scala si riferisce e
questo, oltre che per motivi legati alla loro disposizione spaziale, anche per
il fatto che sembrano voler rievocare il pilastro eretto da Giacobbe nel luogo
della visione della scala e da lui chiamato "Betel", che significa
"casa di Dio".
Si preferisce lasciare il lettore libero di individuare i
rispettivi parallelismi tra i riscontri simbolici rintracciati nel gruppo
scultoreo e l’ambito artistico al quale sicuramente de Chirico si riferisce.
Continua |