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Il Nanetto in
Home Page
di Annacarla Albertini
Solo da poco ho scoperto cosa siano i banners; ora mi sento
meglio! Il Banner sta diventando come quegli impestanti
marchietti degli sponsor, elegantemente chiamati partner proprio
come negli opuscoli sulla contraccezione. Se non hai un Banner
vali poco e anche le donne ti guardano storto. Al giorno
doggi vale più un Banner che una Porsche. Già i creativi
bannereggiano, ogni volta che apri una web preghi il ragno
celeste che non ci siano bannerini, piu o meno javati, che
girano, esplodono, si contorcono, sfumano, retrocedono e ti fanno
venire la congiuntivite. Già le agenzie hanno elaborato graziosi
pacchettini di banner da rifilare alle società e da infilare nei
siti.
Il Banner: la risposta democratica allo spot. Democratica nel senso che costa meno, logicamente. Ma costa meno perché? Perché internet è ancora per pochi? Perché solo i ragazzini e i tecnici girano sulla Rete? Perché siamo ancora al Business to Business mentre le responsabili dacquisto sono rimaste al tete a tete? E via con altre spiegazioni porno-economiche da seminario bocconiano o da convegno multimediale.
No, i Banners costano meno perché non funzionano, o meglio
perché non si è in grado di far funzionare la Rete, impastoiata
comè da un linguaggio unidirezionale e bidimensionale
mutuato dal televisivo, privata però dalla salvezza emozionale
dei jingle stereo e delle immagini 24 pollici ad alta
definizione. Le aziende piuttosto che investire sulla Rete
preferirebbero un passaggio alle 3 di notte su Radio Venegono
Superiore (dove cè un antico seminario cattolico, una mia
amica che fa lantiquaria e moltissime villette con i
Nanetti). A proposito di fiabe, che rimangono ancora lunico
virtuale dove siamo in grado di muoverci, i Banners sono come i
nanetti nei giardini: minuscoli, commoventi come tutte le cose
molte brutte e, assolutamente superflui. Invece di disegnare
larchitettura del parco, di dare forma alle aiuole, di
studiare i percorsi dei molti sentieri possibili ci si scatena
nellorpello che ingrassa i marmorini, un Brontolo lì, un
Mammolo sotto il larice, Eolo vicino alla fontana e Pisolo in
Home Page. Durante la mia ultima visita a Venegono, Biancaneve mi
ha suggerito che prima di parlare di spazi pubblicitari, di
listini e listarelle, di Top Siti e di tassi dabbattimento,
prima di scomodare le concessionarie e la Nielsen con la
certificazione dei contatti, sarebbe forse opportuno indovinare
lurbanistica che la Rete stessa ci suggerisce e le
dinamiche di interazione e di comunicazione che questa struttura
fluida privilegia. Da dove mi trovo si ascolta un noioso
sbatacchiare provenire dai campanili sitaioli, si vede gente in
canottiera e con le Tods ai piedi che si sbatte pure lei
assai-assai per costruire il torrazzo più alto sul quale
appendere gagliardetti e bandierine a pagamento. Che spreco di
calcoli e di mattoni, e tutto questo per un Banner.........
Miei cari Videum se vi piace la pubblicità pretendetene una
nuova, linkatevi il più possibile e guardatevi dai nani.
Lunga Vita alla Rete. Annacarla Albertini
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